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Spaccio, il nascondiglio della coca nella cameretta del figlio di 20 mesi

I carabinieri di Padova hanno arrestato un nigeriano regolare ed insospettabile, trovato in possesso di un ingente quantitativo di stupefacente. Si tratta di uno dei maggiori fornitori della piazza padovana

Dai primi riscontri risulta essere uno dei maggiori fornitori di stupefacente della piazza padovana.

L'ARRESTO. I carabinieri del comando provinciale di Padova hanno arrestato James Uba P., 38enne nigeriano residente a Zelarino nel veneziano, trovato in possesso di un ingente quantitativo di cocaina. Il nascondiglio della droga? La cameretta del figlio di appena 20 mesi.

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James Uba P.-2INSOSPETTABILE OPERAIO. L’uomo, da anni in Italia, fino a poco tempo fa lavorava come operaio in un’azienda del luogo, e conduceva una vita apparentemente tranquilla, insieme alla compagna e al figlioletto. Completamente estraneo ai giri malavitosi e del tutto sconosciuto agli archivi di polizia, se non per la pratiche relative al rilascio del titolo di soggiorno.

I BIGLIETTI FERROVIARI. Impegnati a reprimere il fenomeno dello spaccio nell'area della Stazione ferroviaria di Padova, i carabinieri si sono però imbattuti nell'insospettabile nigeriano. Tutti i piccoli pusher nigeriani o avoriani arrestati negli ultimi mesi (sono  ben 24), o avevano ancora il biglietto ferroviario della tratta Venezia-Padova in tasca, al momento delle perquisizioni, oppure venivano ripresi dal sistema di videosorveglianza della Stazione, mentre scendevano da un treno proveniente dalla città lagunare, poco prima di essere arrestati. Ieri mattina, proprio seguendo uno dei tanti “galoppini” i militari dell'arma sono giunti nel popoloso quartiere di Zelarino, alla periferia di Venezia, di fronte ad un modesto, ma decorosissimo alloggio.

LA DROGA IN CAMERETTA. I carabinieri, localizzato l’immobile di interesse, si sono introdotti nel caseggiato e, raggiunta la porta dell’appartamento, l’hanno abbattuta utilizzando un “ariete”. All’interno della casa hanno trovato il 38enne, che palesando un certa calma apparente, e intento a tranquillizzare il figlioletto, non si è opposto alla perquisizione. Dopo lunghe ricerche, proprio quando i militari stavano per perdere le speranze, in un intercapedine dell’armadio della camera del bimbo, occultati all’interno di alcune scarpe, hanno rinvenuto i primi ovuli contenenti lo stupefacente. Al termine della perquisizione sono stati trovati 88 ovuli per un totale di circa 1,800 chilogrammi di cocaina, di ottima qualità dagli esiti dei narcotest: avrebbe fruttato circa 200 mila euro. Sequestrati inoltre 12 tra telefoni cellulari e sim card e circa mille euro in contanti. Al termine delle formalità di rito, il "pesce grosso" dello spaccio è stato ristretto nel carcere di Venezia a disposizione dell’autorità giudiziaria.

LA COLLEZIONE DI LIQUORI. Che il nigeriano non fosse il solito custode occasionale, lo ha confermato anche un particolare emerso dalla perquisizione: gli investigatori hanno trovato nel suo domicilio una collezione di vini e liquori pregiati che valevano una piccola fortuna.

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