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Tradito dal nervosismo: finisce in manette un pezzo grosso dello spaccio cittadino

Un 31enne magrebino è stato sorpreso prima dell'alba in una zona poco frequentata e nello zaino nascondeva droga grezza e vari strumenti. Era in attività da almeno 12 anni in città

É stato notato mentre si aggirava in piena notte fuori dal parco Iris ed è stato tradito dall'agitazione dimostrata durante il controllo: così è finito in manette un noto spacciatore, trovato in possesso di una notevole quantità di droga.

L'avvistamento

Erano le 3.30 della notte tra mercoledì e giovedì quando una volante in servizio lungo via Forcellini ha avvistato un uomo che si aggirava con fare sospetto davanti a uno degli ingressi del parco Iris. Quando gli agenti gli si sono avvicinati, l'uomo ha dato chiari segni di agitazione, tremando vistosamente e non riuscendo a spiegare perché si trovasse lì in piena notte.

Spacciatore e intermediario

A quel punto gli agenti lo hanno perquisito e nello zaino hanno trovato due confezioni di cellophane con all'interno 49 grammi di eroina "in sassi", ossia allo stato grezzo, pronta per essere rivenduta ai piccoli spacciatori al dettaglio. Oltre allo stupefacente, nella borsa c'erano anche due cellulari, un flacone di disinfettante e dei guanti in plastica, che hanno fatto sospettare ai poliziotti di avere tra le mani un pezzo grosso dello spaccio cosiddetto "di secondo livello", quello operato da persone che fanno da intermediari tra i grossisti e i piccoli pusher di strada.

I precedenti

Dopo averlo portato in questura per identificarlo, è emerso che l'uomo, un 31enne di origine tunisina, aveva già una lunga lista di precedenti specifici. Il primo arresto risale al 2005 quando il ragazzo, all'epoca ancora minorenne, era stato fermato alla Stanga. Da allora è stato arrestato nove volte, sempre per spaccio, e negli ultimi 13 anni ha continuato a gravitare in città, dove non ha una dimora fissa, ed è stato più volte pizzicato nelle sue attività illecite. Dopo il controllo lo straniero è stato nuovamente arrestato per spaccio di stupefacenti e giovedì mattina ha subito il processo per direttissima, che gli ha imposto il divieto di ritornare nella regione del Veneto.

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