Arrestati i due boss dello spaccio nel Piovese: da anni erano il punto di riferimento della zona

Sono finiti in manette dopo mesi di indagini due pluripregiudicati marocchini che gestivano il traffico di stupefacenti a Piove di Sacco. Usavano abili strategie per non essere presi

Spacciavano droghe di ogni tipo gestendo un giro di spaccio ormai consolidato, con clienti abituali e zone strategiche in diversi quartieri della cittadina del Piovese. Da almeno sei anni i due stranieri erano diventati i principali pusher della zona e avevano messo a punto un complesso sistema di copertura per eludere i controlli.

Il fermo

Sono stati arrestati e portati in carcere il 33enne E.A.K. e il 28enne M.M., entrambi di nazionalità marocchina e nullafacenti. I due, che non hanno una residenza fissa ma che da anni gravitano nella zona di Piove di Sacco, sono stati fermati dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia locale. L'arresto risale alla mattina del 1 maggio e i due indagati, che possiedono una lunga lista di precedenti specifici, sono accusati vendita di sostanze stupefacenti in concorso.

Il giro di spaccio

I due marocchini erano da tempo nel mirino degli investigatori, che dallo scorso ottobre hanno intensificato le indagini sui traffici illeciti di droga nel Piovese. Sorvegliate particolari in questi mesi sono state le zone tra il quartiere Sant’Anna e le vie Jacopo da Corte e Alessio Valerio, dove i carabinieri si sono più volte appostati per seguire i clienti abituali dei due pusher. Eroina, cocaina e hashish le sostanze più vendute, che gli spacciatori cedevano ai clienti per le vie del centro, dove reclutavano anche nuovi acquirenti. Imponente il giro d'affari, che i militari hanno stroncato scoprendo anche le tariffe di vendita delle diverse droghe: si andava dai 10 euro al grammo per l'hashish ai 20 per l'eroina, fino ai 90-100 euro al grammo per la cocaina.

Gli stratagemmi per eludere i controlli

Impressionante anche l'organizzazione messa in piedi dai due stranieri per non essere intercettati delle forze dell'ordine, cambiando spesso numero di telefono e luoghi di consegna, sospendendo addirittura per alcuni periodi l'attività di spaccio per non dare troppo nell'occhio. Anche nei confronti dei clienti i due erano molto sospettosi e non si facevano mai vedere insieme: se uno dei pusher riceveva l'ordinazione telefonica, era l'altro a fare poi la consegna. Tra gli acquirenti più affezionati c'erano diversi tossicodipendenti in cura per la disintossicazione, che quando cercavano di tagliare i contatti con i pusher venivano ricontattati e subivano pressioni per comprare altra droga, ricevendo anche offerte speciali. Questo aspetto ha pesato in particolar modo sull'ordine di carcerazione, unica misura per allontanare definitivamente i due indagati dalle strade di Piove di Sacco.

Le perquisizioni e il carcere

Martedì mattina, durante l'arresto, i carabinieri hanno perquisito i due uomini trovando addosso al 28enne 8,8 grammi di hashish, già diviso in dosi pronte per lo spaccio. Dopo essere stati portati alla caserma locale per le formalità di rito, i marocchini sono ora nel carcere di Padova.

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