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Pistola taser, la soddisfazione del sindacato di Polizia: "Strumento di autodifesa necessario"

Verrà sperimentata in sei città italiane, tra cui Padova. L'Ugl-Fsp di Padova: "Siamo finalmente sulla strada giusta"

La notizia è di qualche giorno fa: Padova sarà una delle sei città in cui verrà sperimentata la pistola taser, data in dotazione alla polizia di Stato. E i primi ad esultare sono proprio gli agenti.

"Strumenti di autodifesa necessari"

O meglio, il sindacato Ugl Fsp polizia di Stato del Veneto, che in una nota a firma Mauro Armelao (segretario generale regionale e vicesegretario nazionale) esprime tutta la sua soddisfazione: "Finalmente anche in Italia ci si è resi conto che questi strumenti di autodifesa servono non solo alle forze dell’ordine per bloccare eventuali soggetti pericolosi o particolarmente violenti, ma anche a tutela della persona stessa per evitare che si debba ricorrere all’uso della forza fisica per immobilizzarla, come avviene in certi casi con conseguenze che noi tutti conosciamo. Quindi strumenti quantomeno necessari per far si che le forze dell’ordine possano lavorare in sicurezza senza incorrere in processi penali e cause civili. Come Ugl Fsp polizia di Stato del Veneto, ma non solo, da sempre chiediamo che la politica si sforzi in tal senso e recepisca le giuste pretese che arrivano da chi lavora in strada giorno e notte per garantire la sicurezza di tutti. Auspichiamo adesso che si parta celermente con questa sperimentazione, che non abbiamo dubbi sortirà apprezzamento da parte dei colleghi. Ora auspichiamo che venga anche stilato un chiaro ed esaustivo protocollo d’intervento o chiare regole d’ingaggio, in modo da poter informare l’operatore di polizia in quali casi e come utilizzare i vari strumenti di autodifesa, perchè ci teniamo a dirlo che lo spray prima e ora il taser sono da considerarsi strumenti di autodifesa e non di offesa".

"Sperimentazione da allargare"

Chiude così il sindacato: "Queste regole d’ingaggio dovranno essere valide già durante la sperimentazione al fine di evitare che i poliziotti siano ancora di più sovraesposti a responsabilità penali, civili e amministrative. Grazie a questi strumenti, infatti, si andranno sicuramente a ridurre al minimo gli interventi corpo a corpo e le possibilità di avere quindi un contatto fisico tra forze dell’ordine e persone da fermare e/o arrestare per i più svariati motivi e che risultano particolarmente aggressive o violente in quel momento. Siamo finalmente sulla giusta strada, anche se qui in Veneto solo nella città di Padova. Auspichiamo altresì, che nel corso della prima parte di sperimentazione, si possa partire con altre grandi città d’Italia e perchè no in tutte le altre province del Veneto".

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