Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Sposa-bambina a Camposampiero Padre e cugino-marito condannati

Data in moglie a un parente sconosciuto in Bangladesh e costretta a dormire con lui a 14 anni. Dal tribunale la sentenza: un anno e 10 mesi per il genitore, 3 anni e 2 mesi per il marito e 45mila euro di risarcimento

Sposa-bambina a 14 anni. Costretta dal padre, originario del Bangladesh, a dormire con un cugino sconosciuto, 33enne, cui era stata promessa nel giorno in cui era nata e data in moglie non appena il genitore era venuto a sapere che la ragazza, ormai integrata in Italia, si stava innamorando, come normale, di un suo coetaneo. Una vicenda che aveva scosso la città e suscitato l'indignazione del non ancora sindaco, ma allora senatore della Lega, Massimo Bitonci, che all'epoca dei fatti aveva presentato una interrogazione parlamentare ai ministri Alfano e Kyenge. Mercoledì, come riportano i quotidiani locali, la doppia condanna, ad un anno e 10 mesi per il padre, e a 3 anni e due mesi per il cugino.

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IL DRAMMA. Un mondo e una cultura distanti anni luce dai nostri, e da quelli della vittima, italiana d'adozione, che non ne ha voluto sapere di accettare quel fardello e quell'umiliazione. Era una ragazza come tutte le altre. Stava cominciando a vivere i primi batticuore. Ma bruscamente la sua vita ha preso una piega inaspettata. L'errore di confessare al padre di quel fidanzatino della sua età, il viaggio improvviso in Bangladesh (per andare a trovare la famiglia, le avevano raccontato), poi l'incontro con quel cugino mai visto prima, le nozze e la camera da letto. Era il giugno 2012. La giovane aveva raccontato il suo dramma a scuola. Da lì era scattata la denuncia e il pubblico ministero Francesco Tonon aveva aperto le indagini. In aprile il blitz della squadra Mobile, coordinata dal vicequestore Marco Calì, in casa della ragazza, trovata nel letto accanto al cugino-marito. 

LE CONDANNE. Il giudice Domenica Gambardella ha condannato a 3 anni e due mesi di reclusione il parente 35enne per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. Il padre, 55enne, capo cuoco in un noto ristorante del centro di Padova, ha patteggiato con il pm Tonon un anno e dieci mesi, con sospensione condizionale, per maltrattamenti, non essendo stata presentata dalla figlia la denuncia per violenza sessuale. La vittima, per cui si era costituita parte civile la curatrice, l'avvocato Arianna Cattin, dovrà essere risarcita di 45mila euro. Nel frattempo, il 35enne avrebbe fatto i bagagli e sarebbe rientrato nel suo Paese in fretta e furia per scampare alla condanna.

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