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Stalking e dispetti ai vicini di casa: mamma e figlia a processo per molestie

Le due donne sono accusato di aver fatto vivere un inferno ai dirimpettai, con atti intimidatori per un lungo periodo. Diversi gli episodi e le frase offensive riportate dall'accusa

Dal dicembre del 2013 al luglio del 2014 hanno reso un inferno la vita dei loro vicini di casa. Due stalker, capaci di minacciare e provocare continui dispetti ai dirimpettai. Come riportano i quotidiani locali, per la pubblica accusa, madre e figlia 55enne e 33enne in quegli otto mesi hanno provocato continui problemi ai vicini di casa, tanto che sono fioccate denunce e querele.

INSULTI E MINACCE

Nel capo d’imputazione si accusa le donne di atti persecutori: ogni volta che incontravano i vicini sulle scale partivano gli insulti e – secondo l’accusa- anche dentro casa le due donne battevano con la scopa sul soffitto per disturbare anche alle 5 del mattino. Non solo, entrambe erano in grado di fermarsi davanti al negozio della famiglia molestata che si trova nel Piovese, suondando il clacson o insultandoli, dopo aver controllato e spiato i movimenti e aver minaccaito di tagliare loro le gomme. Una volta la figlia aveva impedito ai vicini di uscire di casa, bloccando il garage con un’auto messa di traverso. Martedì durante il processo per atti persecutori e stalking è emerso che le donne avrebbero minacciato di morte la dirimpettaia urlandole: “sei già dentro una bara”.

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