Picchiata e "neutralizzata" mentalmente per anni dall'ex che non ha mai denunciato

Un 49enne, originario di Conselve ma residente a Rosolina (Rovigo), è indagato per atti persecutori nei confronti della ex, una 35enne rodigina. L'uomo l'avrebbe manipolata psicologicamente e aggredita fisicamente, facendola finire ripetutamente in pronto soccorso

Prima della violenza fisica, è stata la manipolazione psicologica l'arma utilizzata da M.S., 49enne di Conselve residente a Rosolina (Rovigo), per sottomettere quella ex, "colpevole" di non voler tornare con lui, che l'amava (così le si dichiarava mentre la riempiva di botte) e che, per l'ossessione di riaverla, era arrivato ad una forma di "perversione" sottile a tal punto da "neutralizzare" la mente della propria vittima.

LA DONNA PER ANNI NON LO HA MAI DENUNCIATO. L'uomo - che è indagato per atti persecutori - non si sarebbe mai rassegnato alla fine della relazione affettiva con la donna, terminata nel lontano 2008. La giovane non ha mai sporto denuncia, ma gli inquirenti che hanno seguito il caso hanno riscontrato "oggettivi indicatori di violenza domestica commessa sin dal 2010".

LA "NEUTRALIZZAZIONE" DELLA PSICHE. Inizialmente, il 49enne padovano si sarebbe reso autore di gravi episodi di violenza psicologica, che si concretizzavano in una forma di manipolazione mentale (il cosiddetto "gaslighting"), sminuendo la stima della vittima, facendo leva sulla sua capacità criminale, portando la donna ad un condizionamento delle proprie azioni quotidiane - quali l’isolamento dalla famiglia di origine, dai rapporti di amicizia e da forme di lavoro che potevano darle autonomia - per passare poi ad incidere irreversibilmente sul suo stato di salute facendola cadere in uno stato depressivo con ulteriori ripercussioni psicofisiche.

L'AGGRESSIONE SUL LAVORO. Dalla sottomissione della psiche alla violenza fisica: il 3 settembre scorso, l'uomo ha fatto irruzione nel bar dove la donna lavora, minacciandola e ingiuriandola nuovamente davanti alla sorella e ad una dipendente del locale, percuotendola con pugni e calci, tanto da costringerla ad invocare l’intervento dei carabinieri e a ricorrere ancora una volta alle cure dei sanitari del pronto soccorso.

L'AGGRESSIONE AL CINEMA. Pochi giorni più tardi, il 9 settembre scorso, il 49enne ha atteso la 35enne all’uscita di un cinema, tentando di farla uscire di strada con la propria auto; vedendola in compagnia di amici, l'ha minacciata di morte, costringendola a rifugiarsi nel cinema stesso, continuando a chiamarla e minacciarla di provocarle danni alla casa e all’auto, per poi entrare nel locale e, davanti agli amici, ingiuriarla, percuoterla con pugni e strattoni ai capelli, dicendo di amarla e che doveva tornare con lui. Anche in quell'occasione, la giovane si è vista costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso, per poi accorgersi che, durante la sua assenza, l’uomo aveva danneggiato le aiuole del bar in cui lavora.

UNA SFILZA DI PRECEDENTI. Il padovano - con pregiudizi penali e di polizia per delitti contro la persona e il patrimonio, per reati in materia di stupefacenti, per rapina, lesioni, porto abusivo d’armi, ricettazione, violazione di domicilio, furto, danneggiamento e possesso di arnesi atti allo scasso - era già stato sottoposto a misure di prevenzione personali - quali il foglio di via obbligatorio e l’avviso orale - e, di recente, alla sorveglianza speciale emessa dal tribunale di Padova, con obbligo di soggiorno. Nei suoi confronti è scattato anche l'ammonimento del questore di Rovigo, Salvatore Fabio Cilona, per "violenza domestica".
 

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