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Stalking e violenze contro le donne a Padova: lei non si converte e lui la violenta, lei lo lascia e lui affigge le foto dell'amplesso in strada

I dati e le storie di persecuzione registrate dalla questura nel corso dell'ultimo anno

Sono 33 gli uomini denunciati per stalking dalla questura di Padova nel corso del 2016. 14 invece gli ammonimenti scattati su decreto del questore nei confronti di altre persone per le quali non si è arrivati alla denuncia, ma che hanno oltrepassato il limite nel perseguitare le loro vittime, che si sono rivolte alla polizia per segnalare quanto subìto. 25 invece gli avvisi di avvio di procedimento, che quindi non sono fortunatamente sfociati in ammonimenti.

LA PROCEDURA. Se una persona vuole infatti segnalare di essere infastidita da qualcuno che le crea pressioni psicologiche o altro genere di situazioni che le procurano ansie, se non episodi più violenti, può infatti rivolgersi alle forze di polizia senza che la segnalazione sfoci necessariamente in querela. A questo punto, le forze dell'ordine provvedono ad avvertire telefonicamente lo stalker dell'avvio di un procedimento amministrativo nei suoi confronti, e della sua facoltà di produrre, entro 90 giorni, le proprie memorie in merito. Se entro questi 90 giorni la persona migliora la propria condotta, come nel caso dei 25 avvisi registratisi a Padova, allora la vicenda si conclude, in quanto non si sono più verificate le condizioni di violenza psicologica o fisica che nuocevano alla vittima. Gli ammonimenti del questore rappresentano il passaggio successivo, nel momento in cui lo stalker ignora le raccomandazioni e continua nel suo comportamento vessatorio. A questo punto, la denuncia per stalking scatta d'ufficio, ovvero anche senza che sia la vittima a sporgere querela.

L'EX STALKER A NATALE. Tra le storie giunte in questura, quella di una straniera di 40 anni, sposata con un 43enne italiano, da cui ha avuto anche un figlio. Lei decide di lasciarlo, lui non accetta la separazione. Durante le vacanze di Natale, l'ex fa irruzione in casa, picchia la donna e le ruba il cellulare, chiamando i suoi contatti per insultarli, tra cui il numero del dipendente della sezione Anticrimine della questura che stava seguendo la sua vicenda. Alle 2 di notte, ricevuto il messaggio, fa partire la denuncia per maltrattamenti.

TRA LEI E LEI. Un caso si è verificato anche tra due 20enni, donne, omosessuali, una veneziana e una della provincia di Padova. Quest'ultima, troncata la relazione, comincia ad essere seguita, l'ex la tempesta di telefonate, anche nei confronti dei genitori. Avvisata dell'avvio di procedimento, la stalker si ravvede e interrompe i suoi comportamenti persecutori.

NON SI CONVERTE ALL'ISLAM. Emblematica la storia di una 46enne cubana, innamoratasi di un 25enne tunisino che si insedia nella sua casa e poi comincia a picchiarla perché vuole costringerla, contro la sua volontà, a convertirsi all'Islam. Non solo, nella casa di lei impone che venga ospitata tutta la sua famiglia: genitori e fratelli. La picchia, devastandole il volto, e arriva anche a violentarla. A questo punto, la cubana si decide a denunciarlo e viene seguita anche da un centro antiviolenza.

FOTO DELL'AMPLESSO IN STRADA. Ci sono poi vicende che finiscono per coinvolgere anche la prole. È il caso di una 49enne moldava che fa lavori saltuari, che ha già un figlio di 17 anni da una precedente relazione, e che convive con un 53enne italiano. L'uomo, che non si rassegna per la fine del rapporto, come ripicca, affigge in stazione a Padova e vicino ai muri di casa di lei delle foto che la ritraggono in un rapporto intimo con lui, foto a cui aveva allegato anche nome e cognome della donna, assieme ai suoi recapiti e al "prezzo della prestazione". Foto che finiscono anche sul cellulare del figlio di lei. A questo punto la donna si è rivolta alla polizia per fermare la sequela persecutoria.

INDOTTA AD ABORTIRE. Infine, la tristissima storia tra un 52enne operaio italiano e una 48enne, badante, dell'Est. Dopo 7 anni di convivenza, lei decide di chiudere la relazione, durante la quale era rimasta anche incinta, ma a suo dire si era sentita obbligata ad abortire dalle pressioni mosse dal compagno. Lui, che non accetta la separazione, la violenta. La vittima si è quindi rivolta alle forze dell'ordine che hanno proceduto contro l'ex.

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