Cronaca

Fotosintesi, 1 milione 300mila euro per studio università Padova

Il premio di ricerca, assegnato dall'organizzazione Human Frontiers Science Program al team di Ildiko Szabo del dipartimento di Biologia, è finalizzato a studiare i canali ionici nella regolazione della fotosintesi

Il team di Ildiko Szabo

Il team di ricerca coordinato dalla professoressa Ildiko Szabo del dipartimento di Biologia dell’università di Padova ha ottenuto un finanziamento internazionale dall’organizzazione Human Frontiers Science Program che ammonta a più di 1 milione 300mila euro per 3 anni. Il premio di ricerca è finalizzato a studiare l’importanza di canali ionici nella regolazione della fotosintesi.

IL PROGETTO. I canali ionici mediano il flusso di ioni attraverso la membrana tilacoidale, che è il sito della fotosintesi. Il progetto ha come punto di partenza una recente ricerca del gruppo pubblicata sulla rivista "Science" (Carraretto et al, 2013), riguardante il primo canale ionico capace di ricoprire un ruolo fondamentale nella regolazione delle varie tappe della fotosintesi quando la radiazione solare disponibile nell’ambiente varia nella sua intensità.

UNICO TEAM ITALIANO FINANZIATO. Il team padovano è l’unico gruppo italiano quest’anno ad aver ottenuto un finanziamento dall’Human Frontiers Science Program, che ha finanziato 21 progetti a livello mondiale, scelti da revisori internazionali tra più di 1000 proposte presentate. L'équipe, assieme ai gruppi dei professori Giovanni Finazzi (Grenoble, Francia), Chris Chang (Berkeley, Usa) e Toshiharu Shikanai (Kyoto, Giappone), avrà il compito di identificare altri canali ionici che possano regolare la fotosintesi e determinare il loro ruolo nell’acclimatazione delle piante a breve termine.

PROSPETTIVE. Il processo di acclimatazione ha un impatto sulla crescita e sviluppo delle piante. Per questa ragione la manipolazione dell’espressione di canali ionici offre una prospettiva di aumento della produttività agricola in condizioni ambientali avverse. Inoltre, lo studio rappresenterà un passo in avanti nella comprensione dei meccanismi molecolari di questo importante processo e potrebbe contribuire allo sviluppo di nuovi sistemi per convertire l’energia solare in altre forme facilmente utilizzabili, come ad esempio un combustile liquido (biocarburante) alternativo a quelli fossili utilizzati oggi.

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