Stupra una ragazza e si dà alla latitanza dopo la condanna: trovato dai carabinieri

Lo stupro risale al 2016 e la condanna in terzo grado a luglio 2020. Lo stupratore si era dato alla latitanza ma i carabinieri non avevano smesso di stargli alle costole e lo hanno rintracciato

Ha stuprato una ragazza e poi si è dato alla latitanza, consapevole che sarebbe arrivata la condanna. I carabinieri della sezione Radiomobile della compagnia di Padova non hanno smesso di cercarlo e lo hanno trovato in città.

Il fatto

La violenza risale al 25 luglio 2016. Houcine Souilah, 30 anni, di nazionalità tunisina, ha avvicinato una ragazza che allora aveva 23 anni. Erano vicino all’hotel B&B, lei, originaria del Veneziano, doveva raggiungere un’amica ma aveva smarrito la strada. Souilah le ha chiesto una sigaretta. La giovane ha preso il pacchetto, gliene ha data una e poi si è allontanata. Ma Souilah aveva altri pensieri in testa. Con un amico l’ha seguita, ha fatto apprezzamenti non richiesti sul suo fisico. Poi l’ha afferrata e trascinata in un casolare abbandonato, incurante delle urla di terrore della giovane. L’ha stuprata e per non permetterle di chiedere aiuto le ha rubato il cellulare. La ragazza ha impiegato un momento per riprendersi. Dolorante, ha raggiunto un bar all’angolo tra via del Pescarotto e via Orlandini dove ha chiesto aiuto. All’arrivo dei carabinieri ha raccontato tra le lacrime ciò che le era stato fatto, dando una descrizione dettagliata del mostro e del suo complice. Poi è stata accompagnata in ospedale.

Le indagini

Mentre i colleghi portavano in ospedale la giovane, altri sono andati al casolare dove era avvenuta la violenza. A poche centinaia di metri i carabinieri hanno individuato un nordafricano che parlava con altri connazionali: corrispondeva in pieno alla descrizione fornita dalla vittima. Così lo hanno accompagnato in caserma e poi hanno portato delle foto alla ragazza (dimessa poco dopo con una prognosi di 5 giorni) per chiederle se lo riconosceva. La risposta è stata affermativa. Lo stupratore indossava ancora gli stessi abiti. Souilah è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e fino al novembre 2016 è rimasto in carcere come misura cautelare. Tutti e tre i gradi di giudizio hanno stabilito la sua colpevolezza (la Cassazione nel luglio 2020) ma nel frattempo lo stupratore si era dato alla latitanza. I carabinieri non hanno mai smesso di cercarlo e nel pomeriggio di martedì 15 settembre lo hanno fermato in via San Fidenzio. Ora si trova in carcere dove sconterà la sua pena.

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