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Rivolta al Due Palazzi, più polizia Autopsia non convince i detenuti

I risultati degli esami sul corpo del 20enne impiccatosi alla casa circondariale di Padova non sedano gli animi dei reclusi che continuano a protestare. Lenzuola incendiate e rinforzi al personale penitenziario

Nonostante l'autopsia abbia escluso la presenza di segni di percosse sul corpo del 21enne marocchino suicidatosi alla casa circondariale del carcere Due Palazzi di Padova giovedì sera, la rivolta dei detenuti, scoppiata a seguito della morte del giovane nordafricano, non si placa. A quanto pare i reclusi non credono ai risultati dell'esame autoptico e continuano a sostenere la tesi secondo cui il ragazzo sarebbe deceduto a seguito di atti di violenza subiti da alcuni agenti della polizia penitenziaria.

SCOPPIA LA RIVOLTA: I detenuti rifiutano il rientro dall'ora d'aria

LA PROTESTA. Posate sbattute contro le inferriate, lenzuola incendiate lanciate dalle finestre e rumore avvertito anche dalle abitazioni circostanti: la tensione resta altissima nell'istituto padovano che ospita i detenuti in attesa di giudizio. Rabbia e agitazione sono acuite dal grave sovraffollamento che caratterizza in modo ormai cronico la struttura, e che nei giorni estivi diventa ancora più insopportabile.

PERSONALE POTENZIATO. La situazione è potenzialmente esplosiva e proprio per questo domenica sono stati inviati alla casa circondariale ulteriori venti agenti di polizia penitenziaria rispetto a quelli in servizio regolarmente. Controlli rafforzati sia all'interno che all'esterno dell'edificio, con misure straordinarie che potrebbero essere estese anche ai prossimi giorni, se non altro fino a quando l'allarme non sarà rientrato.

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