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Egidio Maschio (foto: fieragricola.it)

Egidio Maschio (foto: fieragricola.it)

Titolare Maschio Gaspardo suicida Si è sparato nell'ufficio aziendale

Egidio Maschio, 73 anni di Campodarsego, fondatore con il fratello Giorgio della multinazionale della meccanica agricola, si è tolto la vita mercoledì mattina con un colpo di fucile nella sede di Cadoneghe

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Una delle aziende "top" dell'Alta Padovana, il gruppo Maschio Gaspardo, leader mondiale nella meccanica agricola, piange mercoledì la drammatica scomparsa del proprio titolare Egidio Maschio, 73 anni, di Campodarsego, fondatore nel 1964, con il fratello Giorgio, dell'attività diventata negli anni una multinazionale.

IL SUICIDIO. L'imprenditore, arrivato con la sua Mercedes prima delle 6 nella sede di via Einstein a Cadoneghe, dopo aver salutato l'addetto alla guardiania, si è sparato al petto nella sala riunioni, con un fucile regolarmente detenuto, che aveva appoggiato alla parete, premendo il grilletto con l'aiuto di un righello. A scoprire il corpo un dipendente. Non ha lasciato biglietti per motivare il gesto. La sera prima avrebbe cenato in famiglia, apparentemente sereno. Le bandiere dello stabilimento sono state esposte a mezz’asta in segno di lutto.

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L'AZIENDA. Il gruppo Maschio Gaspardo spa è una multinazionale leader nella produzione di attrezzature agricole per la lavorazione del terreno, semina, trattamento delle colture, manutenzione del verde e fienagione. L'azienda è formata da 19 grandi centri produttivi, 16 in Italia e 3 all'estero in Romania, Cina e India, ed è presente in tutto il mondo con 12 filiali commerciali. Circa 2mila i dipendenti e 324 i milioni di euro di fatturato all'anno. La famiglia Maschio, azionista di maggioranza, detiene l'86% del capitale sociale, mentre il restante 14% è posseduto da Friulia Finanziaria Fvg.

NUOVI MANAGER. Il gruppo Maschio Gaspardo annuncia che "è mancato improvvisamente il presidente Egidio Maschio, cofondatore del Gruppo e artefice della straordinaria crescita dell'azienda fino a raggiungere una posizione di leadership sui mercati internazionali". Lo stesso Egidio Maschio, con il fratello Giorgio, aveva di recente affidato la gestione dell'azienda a una nuova squadra di manager. Il nuovo management team e la famiglia Maschio confermano "il grande impegno di tutto il gruppo nel portare avanti un piano strategico che garantirà sia il consolidamento della leadership di mercato che un'ulteriore fase di sviluppo".

PROBLEMI ECONOMICI? Forse, all'origine del dramma, le preoccupazioni dell'imprenditore a seguito dei grossi investimenti aziendali che avrebbero portato a un pesante indebitamento con le banche, che avrebbero chiesto di rientrare di decine di milioni euro.

MINISTRO AGRICOLTURA. "Il mondo agroindustriale italiano perde una personalità importante che, dalla provincia di Padova, ha saputo creare un'azienda leader nel settore e riferimento per tanti. Esprimo la mia vicinanza e quella del Ministero alla sua famiglia e a tutti i lavoratori della sua azienda". Così il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, sulla scomparsa dell'imprenditore Egidio Maschio.

CONFINDUSTRIA PADOVA. "Questa tragedia improvvisa si porta via un amico, un grande imprenditore, un uomo di razza, sempre 'sul pezzo', che amava il suo lavoro, energico perfino dirompente. Un uomo che ha vissuto col coraggio e la lungimiranza tipiche della nostra comunità e della migliore imprenditoria veneta, con la modestia, l’intuito geniale e la tenacia dell’operaio diventato imprenditore, capace di trasformare il piccolo laboratorio nato nel 1964 con la produzione delle prime fresatrici nei locali di una stalla, in un gruppo industriale internazionale, selezionato per rappresentare l’Italia tra gli innovatori all’Expo di Shanghai. Gli dedicheremo la nostra assemblea generale privata del 30 giugno". Così il presidente di Confindustria Padova, Massimo Finco.

IL CORDOGLIO DI ZAIA. "Ci lascia un grande imprenditore, ma anche un grande uomo che ha legato la sua storia imprenditoriale e personale al Veneto". Con queste parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta la notizia del suicidio di Egidio Maschio. "L’ho sempre stimato – aggiunge Zaia – sia come uomo che come imprenditore: è stato un emblema della determinazione, del coraggio, della voglia di fare, di progredire di creare, tipica della miglior imprenditoria veneta. In questi anni di difficoltà – conclude – Egidio ha dato un grande esempio, gettando sempre il cuore oltre l’ostacolo, investendo e assumendo, inviando così uno straordinario messaggio di positività".

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA. "Ricordo con grande affetto e profonda stima un imprenditore che ha contribuito, con l’impegno di una vita, allo sviluppo sociale, economico e culturale del territorio - dichiara il presidente della Provincia, Enoch Soranzo - L'imprenditoria padovana ha perso un leader precursore nell'innovazione, lungimirante nell'aver aperto ai mercati esteri la propria offerta, capace di creare migliaia di posti di lavoro, rendendo così eccellente il nome di Padova nel mondo".

IL SINDACO DI PADOVA. "La scomparsa di Egidio Maschio ci ferisce e ci interroga - dichiara Massimo Bitonci, sindaco di Padova - Perdiamo un uomo entusiasta che aveva creato opportunità di lavoro e benessere a vantaggio di centinaia di persone nel nostro territorio".

IL COMUNE DI CADONEGHE. "Un fatto sconvolgente, che ovviamente ci coglie impreparati proprio perché totalmente imprevedibile". Il sindaco di Cadoneghe, Michele Schiavo, accoglie così la tragica notizia. "Di lui possiamo dire che era un innovatore, un imprenditore che ha sempre creduto nel territorio, nelle sue potenzialità e nelle sue specializzazioni - continua il primo cittadino - una persona coraggiosa e tenace che ha affrontato sempre con coraggio il duro mestiere di vivere. E credo che lo stesso coraggio lo abbia dimostrato fino all'ultimo istante". "Un radicamento non solo di carattere economico, ma anche sociale – ricorda il vicesindaco Mirco Gastaldon – Egidio ha sempre creduto molto nella formazione, nel coinvolgimento dei giovani. Inoltre tutti ricordiamo con riconoscenza il contributo e l’appoggio ricevuti in occasione della realizzazione, dopo mille traversie, della nuova strada di collegamento della zona artigianale di Cadoneghe, che mette in comunicazione la vecchia e la nuova Regionale 308 del Santo".

FEDERCONTRIBUENTI. "Gli imprenditori continuano a rimanere soli e addirittura a volte male accompagnati dalle banche con uno Stato che non ha saputo cambiare pelle dal ruolo di esattore a quello di partner e promotore d'impresa - analizza il presidente nazionale di Federcontribuenti Marco Paccagnella - Credo che la Banca d’Italia debba vigilare, assieme con la Confindustria, su determinati meccanismi, altrimenti rischiamo che il prezzo della crisi dopo che lo hanno pagato tanti piccoli artigiani, passi nelle mani e da lì nei cuori sempre più appesantiti, dei grandi imprenditori".

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