14enne suicida, Codacons presenta esposto al Garante della privacy

I dati sensibili possono essere trattati da chiunque senza filtri? La richiesta dell'associazione dei consumatori di attivarsi in Europa sull'anonimato in rete

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Sulla tragica vicenda dell'adolescente di 14 anni di Fontaniva che si è suicidata lanciandosi nel vuoto domenica scorsa a Cittadella, il Codacons, dopo l'istanza di sequestro del social network, ha deciso di presentare anche un esposto al Garante della privacy, per accertare se in questa vicenda, ed in generale nella modalità di utilizzo del sito, vi siano eventuali profili di illegittimità o di violazioni dei dati. Nell'esposto si chiede al Garante anche di attivarsi al Comitato che raccoglie i Garanti europei per sottoporre la questione dell'anonimato in rete.

Molti gli interrogativi che pone la vicenda. Ci sono state violazioni della privacy da parte di chi ha postato le scritte? E da parte dei gestori del sito, che consentono di trattare dati sensibili in assoluto anonimato? In generale, inoltre, è necessario fare chiarezza sull'utilizzo di internet. Sui social network si può affrontare qualunque tema, anche svelando dati sensibili di una persona, come le convinzioni religiose, lo stato di salute, la vita sessuale? Oppure c'è un limite? Per poter parlare dei dati sensibili di un individuo è necessario che l'interessato ti ammetta in una lista di amici o non serve alcun filtro e chiunque può farlo, accedendo ai tuoi dati?

SUL WEB: "Incitata a compiere atti lesionisti" - L'INDAGINE: La procura di Padova apre un'inchiesta - IL SINDACO DI FONTANIVA E IL FIDANZATO: "Chiudiamo questa chat maledetta" - IL CODACONS: Presentata istanza per sequestro del sito del social network - BOLDRINI: "Chiedere uso responsabile della rete" - POLIZIA POSTALE: A caccia degli autori dei messaggi in chat

Il Codacons, a puro titolo di esempio, ricorda che per il Codice della privacy, ossia il decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003, "chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano" (art. 1),  che "i dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi" (art. 22 comma 8), che il "trattamento di dati personali da parte di privati è ammesso solo con il consenso espresso dell'interessato" (art. 23) e così via.

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