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Le tre suore massacrate

Le tre suore massacrate

Tre suore massacrate in Burundi Fermate tre persone sospettate

Forse una rapina finita in tragedia, anche se dagli alloggi non sembra mancare nulla, quella che ha portato alla carneficina delle tre religiose italiane, tra cui la padovana Bernardetta Boggian, di Ospedaletto. Quest'ultima decapitata, mentre le altre due sono state sgozzate

Sarebbero tre le persone fermate in quanto sospettate del brutale massacro nei confronti delle tre anziane suore italiane, missionarie nel convento della parrocchia cattolica Guido Maria Conforti di Kamenge, comune alla periferia nord di Bujumbura, la capitale del Burundi, paese africano dove le religiose saveriane erano impegnate da sette anni. I tre sono guardiani dipendenti della parrocchia. Lo riferiscono i media locali citando fonti vicine all'inchiesta

DUE SGOZZATE, UNA DECAPITATA. La carneficina è avvenuta tra domenica e l'alba di lunedì, nella parrocchia che ospita un centro pastorale giovanile che in questi anni ha consentito l'incontro fra ragazzi di etnia hutu e tutsi fondato dai padri saveriani. Domenica pomeriggio "l'assassino ha sgozzato due religiose, suor Lucia Pulici (di 75 anni originaria di Desio, nel Milanese), e suor Olga Raschietti, (di 83 anni, nativa di Montecchio Maggiore, nel Vicentino), prima di accanirsi su una delle due a colpi di pietra sul volto", aveva dichiarato il vice direttore generale della polizia del Burundi, generale Godefroid Bizimana. "Il corpo di una terza religiosa decapitata (suor Bernadetta Boggian, 79 anni, padovana di Ospedaletto Euganeo) è stato scoperto tra le 2 e le 3 del mattino" nello stesso convento, aveva aggiunto.

MASSACRO IN DUE TEMPI. Era stata suor Bernardetta a trovare per prima in una pozza di sangue i cadaveri delle consorelle, come ha raccontato all'agenzia Misna padre Mario Pulcini, superiore dei missionari saveriani in Burundi. Da lui Bernardetta era andata dopo aver notato che dalla casa in cui alloggiava con suor Lucia e suor Olga "non c'erano segnali di vita, tutto era chiuso e con le tende tirate". Poco dopo, la tragica scoperta dei due cadaveri martoriati. La religiosa aveva comunque deciso di non abbandonare l'alloggio, scelta che probabilmente l'ha consegnata nelle mani dell'assassino rimasto nascosto. Anche per lei una fine cruenta: decapitata. Padre Pulcini, che si era recato negli alloggi della suora verso le 2 di notte dopo aver sentito delle urla, ha raccontato infatti di essersi ritrovato di fronte a un "bagno di sangue". Un uomo sarebbe stato visto fuggire dalla scena del delitto con un coltello in mano. 

NESSUNO STUPRO. Delitti efferati, secondo le prime ricostruzioni della polizia, e ancora senza movente. Forse una rapina finita in tragedia a opera di uno squilibrato, secondo la diocesi di Parma, anche se dagli alloggi delle tre suore non sembra mancare nulla, nemmeno i soldi che erano in casa, riferiscono gli agenti. Il colonnello Harimenshi aveva inoltre reso noto che le tre religiose erano state stuprate. Notizia smentita invece, da fonti missionarie saveriane.

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