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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca Abano Terme

L'appalto della bonifica di Giarre in cambio di 280mila euro e altri 5mila per la campagna elettorale: nuovo arresto per Luca Claudio

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata dalla finanza venerdì all'ex sindaco di Abano, già al Due Palazzi da giugno per la cosiddetta "Tangentopoli delle Terme"

Luca Claudio, l'ex sindaco di Abano, in carcere dal 23 giugno scorso per presunte mazzette nell'ambito della cosiddetta "Tangentopoli delle Terme", venerdì mattina ha ricevuto la notifica, al Due Palazzi, da parte della Guardia di Finanza, di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, nell'ambito del secondo filone d'inchiesta denominato "operazione Bonifica", che già dallo scorso luglio aveva portato alla scoperta da parte delle fiamme gialle di "gravi irregolarità" nella gara d’appalto di recente aggiudicata dal comune di Abano, del valore di circa 2,8 milioni di euro (importo finanziato dalla Regione Veneto), per lavori di riqualificazione ambientale di un’area di proprietà del Comune (località Giarre), già adibita a discarica di rifiuti.

AD APRILE 2015: SCOPPIA LA "TANGENTOPOLI DELLE TERME" - LUGLIO 2015: Finanza in società e a casa di Claudio - L'INCHIESTA SI AMPLIA: Dal verde ai grandi appalti - L'ASSESSORE DI MONTEGROTTO: "Sistema creato da Luca Claudio" - GIUGNO 2016: L'arresto di Luca Claudio - LUGLIO 2016: Nuovo filone d'inchiesta "Operazione bonifica"

MAZZETTA PER LA CAMPAGNA ELETTORALE. Secondo quanto ricostruito dalla finanza, Claudio si sarebbe fatto consegnare 280mila euro, più altri 5mila per le spese della campagna elettorale dall'imprenditore Luciano Pistorello per l'aggiudicazione della gara di appalto. Il nuovo provvedimento nei confronti di Claudio era nell'aria da tempo, dopo che, a luglio, erano già finiti nei guai, per questo secondo filone di indagine, oltre all'imprenditore Pistorello, un suo dipendente e due dirigenti del comune di Abano. Anche in questo caso, si confermerebbe il quadro emerso nel primo filone della "tangentopoli delle Terme", secondo cui Claudio sarebbe l'ideatore e gestore di un presunto sistema di mazzette per gli appalti pubblici, con percentuali tra il 10 e il 20%.

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