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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Tangenti all'Università: "I 13.700 euro in contanti? Regali dei parenti a mia figlia"

Questa la tesi dell'imprenditore vicentino finito agli arresti domiciliari per corruzione

“I 13.700 euro in contanti ritrovati in casa? Sono soldi di parenti accumulati da mia figlia grazie ai regali. Non mi fido delle banche dopo quanto successo alla Popolare di Vicenza”. Sarebbe questa la tesi difensiva che ha spiegato agli inquirenti l’imprenditore vicentino finito nell’inchiesta delle tangenti al Bo e che è tutt’ora agli arresti domiciliari. Come riportano i quotidiani locali, il denaro trovato nella sua casa per gli inquirenti è frutto di tangenti.

L’INGENERE

Intanto nei prossimi giorni saranno interrogati altri due dei diciassette indagati che sono accusati di corruzione in atti contrari al dovere d’ufficio e saranno sentiti anche alcuni dipendenti dell’università. L’ingegnere residente a Valdagno in una palazzina dell’800, teneva i 13.700 euro all’interno dell’armadio e avrebbe spiegato agli inquirenti che erano regali fatti dai parenti alla figlia. Tutti soldi che l’uomo non avrebbe voluto mettere in banca perché non si fidava più degli istituti di credito dopo il crack della Popolare di Vicenza. Per l’accusa restano comunque soldi frutto di mazzette: gli inquirenti hanno controllato i conti dell’ingegnere e della moglie e non risultano esserci prelievi di grosse somme. Altri 2.400 euro sono stati sequestrati al braccio destro dell’imprenditore vicentino che potrebbero essere proventi di altra corruzione. Nei prossimi giorni poi un consulente nominato dalla procura effettuerà un sopralluogo nell’abitazione a Valdagno per valutarne il reale valore.

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