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Tangentopoli delle Terme, altri 4 arresti per la bonifica di una discarica ad Abano

La finanza ha riscontrato irregolarità nella gara di recente aggiudicata dal Comune, del valore di 2,8 milioni di euro. Indagati due pubblici ufficiali, un imprenditore e un professionista

Si allunga la lista degli indagati nell'ambito della cosiddetta "Tangentopoli delle Terme". Martedì, a meno di due settimane dai clamorosi arresti del 23 giugno scorso, la Guardia di Finanza di Padova ha eseguito una nuova ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip patavino nei confronti di due pubblici ufficiali, un imprenditore ed un professionista, indagati a vario titolo per corruzione e turbativa di gara. Eseguite anche 11 perquisizioni domiciliari e locali.

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L'ULTIMA GARA NEL MIRINO. Il nuovo blitz - denominato "operazione Bonifica" - segue la scoperta da parte delle fiamme gialle di "gravi irregolarità" nella gara d’appalto di recente aggiudicata dal comune di Abano, del valore di circa 2,8 milioni di euro (importo finanziato dalla Regione Veneto), per lavori di riqualificazione ambientale di un’area di proprietà del Comune di Abano Terme (località Giarre), già adibita a discarica di rifiuti.

PISTORELLO E SPADOT. L'appalto è stato assegnato il 30 maggio scorso alla Pistorello Spa, il cui titolare, Luciano Pistorello, 53 anni, già coinvolto nell’operazione del 23 giugno, è stato raggiunto da una nuova misura di custodia cautelare, questa volta in carcere, per turbativa di gara e corruzione. In carcere, con le medesime accuse, è finito anche l’architetto Maurizio Spadot, 63 anni, “braccio destro” del sindaco Luca Claudio, presidente della commissione di gara, nonché dirigente, fino al 22 giugno scorso, dell’ufficio tecnico del comune di Abano Terme, che, al fine di affidare la gara alla Pistorello Spa, in violazione delle regole di trasparenza ed imparzialità, avrebbe accettato dal titolare della società la promessa dell’acquisto della sua abitazione, già oggetto di pignoramento immobiliare a causa del mancato pagamento delle rate del mutuo, e, comunque, la promessa di un altro appartamento nel caso in cui il primo acquisto non fosse andato a buon fine.

GRANUZZO E DI CARO. Coinvolti nell’operazione illecita anche Guido Granuzzo, 61 anni, dipendente dell’ufficio tecnico del Comune di Abano Terme e responsabile unico del procedimento di gara, finito agli arresti domiciliari, e l’ingegnere Luciano Di Caro, 55 anni, dipendente della Pistorello Spa, destinatario della misura dell’obbligo di dimora in Padova. Per i due l’accusa è solo di turbativa delle gara.

GARA "PILOTATA". Il comportamento fraudolento dei due pubblici ufficiali, Spadot e Granuzzo, secondo la finanza volto a favorire una tra le quattro società partecipanti al bando di gara, si sarebbe concretizzato nell’alterazione della documentazione e dei punteggi in favore della Pistorello Spa - riferendo e concordando con il tecnico dell'azienda (Di Caro) le valutazioni tecniche effettuate dalla Commissione di gara - nonché nell’apertura o comunque nella manipolazione delle buste contenenti l’offerta economica.

CONFERMATA L'ESISTENZA DI UN "SISTEMA". Il nuovo episodio confermerebbe, secondo gli inquirenti, l’esistenza di un sistema di alterazione del regolare meccanismo di selezione del contraente e di corruttela nella gestione delle gare d’appalto e degli affidamenti diretti da parte del Comune di Abano Terme. Nell’ambito delle indagini sarebbe emersa anche la necessità, da parte di Pistorello, di smaltire 3mila tonnellate di amianto, procedendo in parte nel rispetto delle normative vigenti e in parte macinando il materiale per poi riutilizzarlo in qualche cantiere.

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