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Cronaca Abano Terme

Tangentopoli alle Terme, spunta il nome Benatelli "secondo esattore"

Il sistema di mazzette del 10% "ideato da Claudio" (sindaco di Abano), riguarderebbe tutti i settori dell'amministrazione e vedrebbe coinvolto anche l'assessore al Turismo della cittadina aponense, già indagato per concussione

Spunta il nome di un secondo "esattore" nell'inchiesta sulle presunte tangenti che ha travolto i due comuni termali di Abano e Montegrotto. Da lunedì della scorsa settimana, Ivano Marcolongo, assessore all'Ambiente di Montegrotto, è ai domiciliari con le accuse di concussione, turbativa d’asta e induzione indebita a dare e promette utilità - la vecchia corruzione - per aver intascato da un imprenditore locale una tangente da mille euro per gli appalti del verde pubblico. In un lungo interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Padova, aveva raccontato che lui sarebbe stato solo il mero esattore delle mazzette per conto del sindaco di Montegrotto, Massimo Bordin, in un sistema di "bustarelle" del 10% che avrebbe ideato l'attuale primo cittadino di Abano, Luca Claudio, quando ancora era alla guida del primo comune.

BENATELLI "SECONDO ESATTORE". Un sistema di tangenti del 10% che, da quanto avrebbe riferito Marcolongo agli inquirenti, avrebbe riguardato non solo il settore del Verde pubblico, di cui era lui ad occuparsi, ma tutti gli altri. E così gli uomini della Guardia di Finanza sarebbero arrivati a Claudio Benatelli, assessore al Turismo di Abano Terme, già indagato per concussione nell'inchiesta coordinata dal pubblico ministero Ignazia D'Arpa, e relativa a presunte "mazzette" (sempre del 10%) che Benatelli avrebbe richiesto ai commercianti per assicurare alle loro bancarelle una posizione privilegiata (ad esempio davanti all'Hotel dell'Orologio) in occasione dei mercatini di Natale.

IL SINDACO DI ABANO, LUCA CLAUDIO: Guarda il video - IL SINDACO DI MONTEGROTTO, MASSIMO BORDIN: Guarda il video

LE DUE INCHIESTE POTREBBERO UNIRSI. Ebbene, come riportano i quotidiani locali, lunedì si è tenuto un summit tra il pubblico ministero Ignazia D'Arpa e la collega Federica Baccaglini, quest'ultima titolare dell'indagine che ha portato all'arresto di Marcolongo e che vede tra gli indagati il sindaco di Abano, Luca Claudio, e quello di Montegrotto, Massimo Bordin - entrambi per presunta concussione e corruzione, il secondo anche per turbativa d'asta - oltre a tre imprenditori del settore florovivaistico (uno di questi sarebbe colui che, lunedì 14 aprile, condusse la finanza fino all'assessore arrestato, sorpreso in flagrante con la tangente da mille euro). 

STESSO MODUS OPERANDI. La prima inchiesta, che aveva coinvolto l'assessore Benatelli, sarebbe una costola, secondo gli inquirenti, della più ampia coordinata dal pm Baccaglini. Il modus operandi con cui Benatelli avrebbe imposto ai commercianti la maggiorazione sul prezzo per l'utilizzo del suolo pubblico in cambio di una postazione più visibile rientrerebbe nel sistema di mazzette ideato dal sindaco Claudio, e, a quanto pare, in uso a tutti i settori dell'amministrazione. 

LE DIMISSIONI DI BORDIN. Intanto, ad una settimana dalla bufera che si è abbattuta sui due comuni termali, proprio lunedì, il sindaco di Montegrotto, Massimo Bordin, ha annunciato le proprie di missioni: "Mi metto a completa disposizione degli inquirenti, allo scopo di fare completa chiarezza sulla mia posizione ed eliminare ogni ombra o dubbio sulla mia totale estraneità ai fatti contestati". Come Bordin, anche Luca Claudio ha sempre negato ogni addebito.

PARLA IL SINDACO DI ABANO, LUCA CLAUDIO:

PARLA IL SINDACO DI MONTEGROTTO, MASSIMO BORDIN:

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