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Una targa per Guido Petter, partigiano e professore

Una targa che ricorda il professor Guido Petter è stata scoperta nella palestra scolastica in via da Noli che porta il suo nome

Una targa che ricorda il professor Guido Petter è stata scoperta nella palestra scolastica in via da Noli che porta il suo nome. 
La Dirigente del XIV Istituto Comprensivo “G. Galilei”, Tommasina Paolella e il corpo insegnati della scuola primaria Lambruschini hanno voluto ricordare la figura di Guido Petter con il quale la scuola ha condiviso i primi anni di ricerca e diffusione del pensiero di Jean Piaget sui temi dello sviluppo cognitivo. Con loro alla cerimonia l’assessora alle Politiche Scolastiche, Cristina Piva, la presidente della Commissione Scuola, Meri Scarso, la figlia Anna, la docente Lucia Mason del dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova e il Comitato Genitori Lambruschini assieme alla ex Dirigente Scolastica del XIV Istituto Comprensivo Elsa Miozzo, autrice del testo della targa. 

Il ricordo di Guido Petter

La scuola lo ha ricordato mettendo in musica un testo di Gianni Rodari e presentato nel video della scuola dove Petter parla della valenza educativa e della metodologia portata avanti negli anni di studi e ricerca. Originario di Varese (è nato a Luino il 20 aprile 1927), Petter è stato professore ordinario di Psicologia all’Università di Padova, ex partigiano, nonché medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica per i Benemeriti della cultura e dell’arte. Un nome, il suo , legato anche alla violenza terroristica degli anni di piombo: il 9 maggio 1979 venne aggredito in città da alcuni esponenti di Autonomia Operaia. 

Chi lo ha conosciuto

«Chi lo ha conosciuto ha dato testimonianza dei suoi lavori scientifici, narrativi e divulgativi, del suo costante impegno sociale, della sua integrità morale, della sua generosità – ricorda la consigliera Meri Scarso - Per tutti era un uomo dall’ottimismo contagioso e con una disarmante gioia di vivere, conservata anche nella sua splendida vecchiaia. La targa a lui dedicata descrive il contributo fondamentale portato da questo luminare della psicologia italiana e la sua testimonianza di impegno civico e umano».

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