La tariffa a svuotamento dal 2017 in vigore nei diversi comuni padovani

Cinque Comuni del padovano, ma anche Bassano tra le new entry. Cresce il numero dei Comuni che optano per la misurazione puntuale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

È la modalità di misurazione più all’avanguardia, che permette di preservare l’ambiente aumentando le percentuali di raccolta differenziata e di tutelare il cittadino che paga il giusto, in proporzione al rifiuto Secco che produce. Dove applicata porta a migliori percentuali di raccolta differenziata, maggiore equità nei calcoli di quanto dovuto e, non ultimo, l’avvio di economie di scala con risparmi nei costi permesse da modalità omogenee.

È la tariffa a svuotamento, ovvero il conferimento del secco non riciclabile in contenitori dotati di microchip o nei press container, la modalità di raccolta dei rifiuti su cui punta Etra e la cui applicazione sta progressivamente ampliandosi nel territorio di Etra.

I numeri: su 48 comuni in cui la multiutility gestisce la tariffazione, in 28 hanno già scelto la strada della misurazione puntuale, in altri tre entrerà in vigore nei primi mesi del 2017, con diversi comuni sono in corso trattative. In particolare, nei primi mesi del 2017 questo sistema tariffa sarà attivato a Bassano del Grappa, il più popoloso del territorio di Etra, con oltre 20mila utenze (43mila abitanti), a Gazzo e Grantorto, e in seguito a Campodarsego, Fontaniva e Tombolo nel padovano.

Nei Comuni padovani di Rubano e Cadoneghe e, in provincia di Vicenza, ad Asiago, Roana, Conco, Pove del Grappa e Rotzo, sono invece attivi i press container, cassoni meccanizzati che permettono anche di comprimere il rifiuto secco per ridurne l’ingombro.

In tutti i Comuni in cui è stato attivato il sistema di tariffa a svuotamento si è registrata una forte diminuzione del rifiuto non riciclabile.

Quanto i cittadini utenti pagano è frutto dei calcoli contenuti nei piani finanziari stilati annualmente dall’ente gestore del servizio e da ogni singolo Comune.

La tariffa a svuotamento prevede una quota fissa legata ad un minimo di svuotamenti all’anno del Secco, che dipendono dal numero di componenti della famiglia.

Resta aperta la possibilità di avere più svuotamenti, ma solo a fronte di un relativo pagamento che viene computato in bolletta. Questo perché il secco è il rifiuto più “costoso” da trattare, ed è giusto che chi più secco produce più paghi.

Come si effettua tale misurazione? Con un microchip inserito nei bidoni per la raccolta del Secco, o con l’Ecocard se si utilizzano i press container. Attraverso la scansione elettronica di questi dispositivi, vengono registrate le date del conferimento e il numero degli svuotamenti, permettendo di stabilire tariffe che tengano conto anche del livello di produzione della frazione non riciclabile.

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