Biennale Capocchin: il "ponte" degli architetti in piazza Cavour

Il gigantesco tavolo griffato da Michele De Lucchi presenta la mostra "Tavolo dell'architettura", che espone le 75 opere del premio internazionale "Barbara Capocchin" vinto dalla coppia Barozzi-Veiga

Il tavolo "ponte" di De Lucchi

In piazza Cavour è arrivato il tavolo degli architetti. Si tratta del progetto di Michele De Lucchi, designer di fama internazionale, che introduce alla mostra intitolata "Tavolo dell'architettetura". Fino al 13 febbraio 2012, l'allestimento presenterà le 75 opere selezionate dalla giuria internazionale del premio “Barbara Capocchin”, tra le quali spicca anche quella della coppia vincitrice formata da Fabrizio Barozzi e Alberto Veiga relativa al nuovo centro di promozione per la denominazione di origine controllata “Ribera del Duero” di Roa, Spagna.

L’OPERA “PONTE”. L’imponente struttura di De Lucchi pesa ben 45 quintali, è alta 0,8 metri e misura 24 metri di lunghezza per 2,5 di larghezza. Costruita in legno d’abete, è costituita da un piano sostenuto da una sistema reticolare in tavole giuntate, su cui sono posati 20 leggii con le immagini delle opere premiate. “La geometria – spiega De Lucchi – si ispira a quella di un ponte e sottintende l’idea di un tavolo capace di “traghettare” il presente caotico verso un futuro migliore per la città”.   

tavolo de lucchi-2INSIGNITI. Sul tavolo, figurano vincitori e i menzionati di ogni categoria fra i migliori progetti partecipanti al premio Cappochin. Per la sezione internazionale: il Centro di promozione della doc “Ribera del Duero” a Roa dei vincitori Fabrizio Barozzi e Alberto Veiga; il Centro Madrid Salud de Usera (Centro di assistenza sanitaria comunale di Madrid) di Marìa Hurtado de Mendoza; la sede della Foundation of rehabilitation and conservation of marine animals di El Prat del Llobregat, in Catalogna, di Jordi Hidalgo; e il Museum of contemporary art di Cracovia (Polonia) dell’italiano Claudio Nardi. Nella sezione dedicata al Premio speciale per la cura degli elementi di dettaglio costruttivo, la Shima kitchen del giapponese Ryo Abe, vincitore della categoria, e i progetti menzionati: la Public library Marìa Lejárraga di Granada (Spagna), opera di Rubens Cortes; la riqualificazione di una stalla nel villaggio svizzero di Soglio, in Val Bregaglia di Armando Ruinelli. E ancora, l’Environmental department a Saragozza di Jaime Magen, vincitore della medaglia d’oro “Giancarlo Ius” per l’opera più innovativa sotto il profilo del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale. Infine, per il premio provinciale, il progetto di una cappella di famiglia dello studio Exit architetti associati, vincitore della sezione, il fabbricato a uso produttivo App Tech di Arianna Gobbo e il Distretto sanitario di Selvazzano Dentro di Maurizio Striolo, che si sono aggiudicati la menzione d’onore.

MOSTRA COLLATERALE. All’interno della Biennale internazionale d’architettura rientra anche la mostra “Superurbano. Rigenerazione urbana sostenibile”, dove vengono raccontate 19 esperienze di riqualificazione e rinnovo urbano in diverse città del mondo. L’esposizione, a cura di Andrea Boschetti e Grammatiche Metropolitane, è stata allestita da Ar.Te ed è frutto del progetto dello stesso Boschetti, Alberto Francini (Metrogramma) e Michele De Lucchi (Amdl).
 

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