Cronaca

Telecamere negli spogliatoi: non si può, bocciata l'idea di un'azienda

Una ditta di Caselle di Selvazzano avrebbe proposto al garante per la privacy l'installazione di occhi elettronici nei camerini dei suoi dipendenti, per esigenze di sicurezza. Ma le norme tutelano la riservatezza

Installare telecamere di videosorveglianza negli spogliatoi dei lavoratori. È la proposta di un'azienda di Caselle di Selvazzano, data la massiccia dose di furti subita negli ultimi anni, dalla ditta e dai suoi stessi dipendenti. L'idea, come riporta Il Gazzettino di Padova, è stata presentata al Garante per la privacy lo scorso 18 aprile, che avrebbe posto il veto in nome del diritto alla riservatezza.

SICUREZZA. L'impresa, che si occupa di ingranaggi per motori marini, aveva già provveduto in passato a rendere la vita difficile ai ladri, con una telecamera puntata sulla porta degli spogliatoi, per monitorare l'andirivieni, e con lucchetti agli armadietti dei dipendenti. Nulla da fare, però. I furti non si sono arrestati.

PRIVACY. Il sistema di videosorveglianza avrebbe previsto l'installazione di 14 apparecchi, le cui immagini si sarebbero automaticamente cancellate dopo una settimana, e il cui contenuto sarebbe stato accessibile ad un unico utente munito di password. Rappresentanze sindacali e delegato aziendale avrebbero avuto accesso a quella password per il "trattamento dei dati sensibili". Ma l'esigenza di sicurezza dell'azienda, secondo il Garante, entrerebbe in conflitto con la privacy dei suoi lavoratori, e violerebbe la normativa vigente in materia.

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