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Tentano il raggiro, ma la vittima non ci casca: sventata truffa architettata da madre e figlio

L'episodio è avvenuto giovedì pomeriggio in via Pinelli, a Padova. Due persone chiedono l'intervento del 113, sostenendo di essere state aggredite da un automobilista, ma la realtà dei fatti risulta essere ben diversa

Madre e figlio, già noti alle forze dell'ordine, nel pomeriggio di giovedì, contattano il 113 sostenendo di essere stati aggrediti da un automobilista, alla guida di un Suv, in via Pinelli, a Padova. I due riferiscono di aver avuto con lui un diverbio per motivi di circolazione stradale.

AGGRESSIONE. L'uomo, secondo il loro racconto, avrebbe urtato il veicolo e, sceso dal Suv, li avrebbe aggrediti con un cacciavite. I due riferiscono di essere anche stati in ospedale e di aver riportato 10 giorni di prognosi. Sempre secondo la ricostruzione di madre e figlio, l'aggressore sarebbe un 50enne del quale sono in possesso del numero di targa.

RICOSTRUZIONE. Il presunto aggressore, un 52enne padovano, viene rintracciato dalla polizia che rivela agli agenti che l'episodio è andato diversamente: "Mi hanno accusato di averli urtati con l'auto, - dichiara agli agenti - poi sono venuti verso di me, costringendomi ad accostare e scendere, mi hanno aggredito loro, spintonandomi, ne è nata una discussione durante la quale hanno detto che avrebbero chiamato il 113 per querelarmi se non avessi dato loro dei soldi in contanti per sistemare lì la faccenda. Io però me ne sono andato". La vicenda si rivela essere una tentata truffa a tutti gli effetti.

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