Cronaca

Disperato per la perdita del lavoro vuole gettarsi nel fiume, poliziotto lo convince a non farlo

Gli ha ricordato che nella vita bisogna lottare e ci sono tante cose belle per cui vale la pena farlo. Prima fra tutte i suoi tre figli. Arrivano anche i complimenti di Zaia

Stava per gettarsi nel fiume, voleva farla finita. Il capo pattuglia della polizia lo ha raggiunto e parlando con l’uomo, disperato perché rimasto senza lavoro, è riuscito a salvarlo.

La vicenda

In un caldo pomeriggio di luglio un uomo ha chiamato il 113: un 39enne tunisino, ha riferito, si trovava sul lungargine a Brusegana. Diceva di voler annegare. L’operatore della centrale operativa è riuscito a rintracciare il numero di telefono del 39enne e a localizzarlo. Sul posto è stato immediatamente mandato un equipaggio della polizia che nel frattempo il centralinista ha contattato l’uomo, cercando di trattenerlo al telefono fino all’arrivo dei colleghi. Il 39enne era disperato perché aveva perso il lavoro e con tre figli da mantenere non sapeva più cosa fare. I poliziotti lo hanno trovato sull’argine, in procinto di lanciarsi nel fiume. Il capo pattuglia, Michele, ha cominciato a parlare con lui, cercando di farlo ragionare. Gli ha ricordato che nella vita bisogna lottare ma ci sono tante cose belle per farlo. Prima di tutto i suoi figli. Gli ha promesso aiuto con i servizi sociali e il 39enne si è convinto a tornare sui suoi passi. 

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Zaia

«Da questo agente di Polizia arriva uno straordinario esempio di umanità e professionalità. Bravo, e grazie per aver mandato un messaggio forte: i nostri uomini e donne in divisa sanno combattere benissimo la criminalità ma, quando è necessario, sanno usare cuore, comprensione, ascolto. Sembra un film a lieto fine e invece, per fortuna è semplice verità». Con queste parole, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commenta “l’impresa” di un poliziotto in servizio a Padova ma di origini meridionali, che è riuscito, con le parole e la vicinanza umana, a salvare la vita a un giovane padre che, disperato per i debiti, voleva suicidarsi gettandosi nel fiume. «Gesti come questi – conclude Zaia – hanno un valore immenso e, se sarà possibile, propongo questo agente per una decorazione. Salvare una vita non è meno importante che bloccare un pericoloso criminale».

Il sindacato

«Siamo sinceramente orgogliosi che Michele, capo pattuglia della volante che ha compiuto l’intervento e dirigente sindacale  di Fsp polizia con grande professionalità sia riuscito a portare a termine un risultato così importante com’e ‘salvare la vita ad un uomo - ha detto Maurizio Ferrara, segretario regionale Fsp - Siamo felici che ancora una volta i poliziotti di Padova siano stati in grado di dimostrare che la prevenzione può essere garantita anche con gesti come questo di così grande portata sociale. Non c’è bene più prezioso che meriti di essere preservato che quello della vita umana ed e’ per questo che la segreteria provinciale e regionale di Fsp plaudono a  quello che riteniamo essere  davvero uno straordinario risultato. Una mano tesa ad un uomo che non aveva più nulla da sacrificare se non la propria vita».

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