Montegrotto, geloso della moglie accoltella il "rivale": arrestato per tentato omicidio

Lunedì sera, i carabinieri della compagnia di Abano Terme hanno arrestato un 51enne albanese. L'aggressione, poco prima, in via Caposeda. La vittima è in prognosi riservata

Lunedì sera, i carabinieri della compagnia di Abano Terme hanno arrestato, per il reato di tentato omicidio, B.C., un 51enne albanese, regolare sul territorio nazionale, disoccupato. 

ACCOLTELLA IL "RIVALE". L'uomo, poco prima, verso le 20, in via Caposeda a Montegrotto Terme, nelle vicinanze del supermercato "Prix", aveva raggiunto un connazionale, G.M., 42 anni, imbianchino domiciliato a Torreglia, che in quel momento si trovava a bordo del proprio furgonicino parcheggiato sulla strada, e lo aveva colpito ripetutamente con un coltello da cucina, con estrema violenza e diversi fendenti (almeno tre), ferendolo al torace, all’addome e agli arti superiori. 

VITTIMA IN PROGNOSI RISERVATA. L’aggressore era poi fuggito a casa dove è stato trovato, successivamente, dai militari. La vittima, invece, raccogliendo le ultime forze, è riuscita a raggiungere la casa di cura di Abano Terme, dove è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per salvarle la vita. Attualmente è ancora in prognosi riservata.

LE INDAGINI. I carabinieri della stazione aponense hanno ricevuto le prime frammentarie informazioni dal 118, a sua volta avvisato dai familiari dell'aggressore, che avevano visto il proprio congiunto rientrare a casa sporco di sangue. Queste informazioni, aggiunte a quelle fornite dagli accertamenti svolti sul luogo dell’aggressione, hanno permesso ai carabinieri della stazione di Montegrotto Terme e del Nucleo operativo e radiomobile di Abano Terme, di rintracciare l'aggressore nella sua abitazione.

"UNA QUESTIONE D'ONORE". All'arrivo dei militari, in casa non era presente la moglie, ma c'erano i due figli. Secondo quanto riferito ai carabinieri, l'arrestato aveva già espresso tra le mura domestiche il desiderio di vendetta nei confronti dell'imbianchino, ne aveva fatta una questione d'onore. La perquisizione domiciliare ha portato al rinvenimento degli indumenti sporchi di sangue indossati da B.C., già riposti in lavatrice. Inoltre, sul luogo dell’aggressione, i militari hanno trovato l’impugnatura del coltello utilizzato per compiere il delitto, frammentata in più parti. Lo straniero, che nel frattempo si era lavato e cambiato d’abito, posto davanti all’evidenza dei fatti, non ha potuto fare altro che ammettere le proprie responsabilità.

"ATTENZIONI VERSO LA MOGLIE". Agli uomini dell'Arma ha confessato il movente del folle gesto, ovvero le presunte attenzioni "di troppo" che, da diverso tempo, il ferito - conosciuto dall'aggressore da prima che entrambi arrivassero in Italia dall'Albania - avrebbe riservato a sua moglie. Che esistese realmente una relazione tra i due è un'ipotesi ancora al vaglio degli inquirenti.

FERITO IN PROGNOSI RISERVATA. Successivamente, i militari aponensi si sono recati alla locale casa di cura, dove hanno rinvenuto, nel furgoncino del ferito, la lama del coltello da cucina, lunga 12 centimetri e larga 2, ancora intrisa di sangue. Il malcapitato, dopo tre ore di intervento a seguito della gravità delle lesioni patite, è stato ricoverato nel reparto di rianimazione del nosocomio aponense. L'operazione chirurgica è andata bene, ma i medici non sciolgono ancora la prognosi.

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AGGRESSORE IN CARCERE. L'aggressore, invece, accompagnato alla caserma di Abano Terme, dopo gli accertamenti di rito è stato arrestato per tentato omicidio e rinchiuso, su disposizione del sostituto procuratore di turno, Luisa Rossi, nella casa circondariale di Padova.

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