Tentato omicidio: aggredito a badilate dal patrigno e dall'amico. Due arresti

Si trovano in carcere i due padovani arrestati dai carabinieri con l'accusa di aver tentato di uccidere un 38enne. L'aggressione è avvenuta nella Bassa, a casa della madre del ferito

La casa dove si è consumata l'aggressione. Nel riquadro, il badile spezzato

Una lunga storia di screzi, litigi, incomprensioni ha sfiorato l'epilogo più tragico lunedì sera. In un'abitazione di Pernumia un 38enne è stato gravemente ferito dal compagno della madre e da un amico di quest'ultimo, ora in arresto.

I protagonisti

All'origine del dramma vi sarebbero attriti di lunga data interni alla famiglia allargata, ma sul reale movente stanno indagando i carabinieri della compagnia di Abano Terme. A rimetterci sei costole, un trauma cranico e una profonda ferita al volto è stato un 38enne che attualmente abita a Monselice. Alle 23 di lunedì si è fatto accompagnare da un amico in via Savellon, nella casa dove vive la madre 58enne con il compagno Mirko Gechele di 46 anni. Negli ultimi tempi la coppia ospitava anche il 69enne padovano Fausto Binato.

La lite

Anche la vittima ci aveva vissuto per alcuni periodi, segnati da screzi sempre più accesi con il 46enne. Dopo il trasferimento vi era tornato per rivedere la madre e recuperare le sue cose. Lo stesso è successo lunedì ma appena il 38enne si è presentato al cancello è scoppiata l'ennesima lite con i due uomini in giardino. Prima gli insulti, poi i colpi di badile tanto da spezzarlo. Quando i vicini hanno sentito le grida lancinanti hanno allertato il 112.

Il ferito

La scena davanti agli occhi dei militari di Monselice era straziante. Il 38enne giaceva a terra, semicosciente, in una pozza di sangue e con il capo in grembo alla madre. Accanto i due uomini, impassibili. Gli immediati accertamenti hanno subito puntato verso di loro. Il ferito ha biascicato di essere stato aggredito da entrambi. Mentre veniva trasferito a Schiavonia, Gechele e Binato sono stati portati in caserma. Interrogati dal pubblico ministero, il primo non ha parlato e il secondo ha minimizzato.

Le analisi

Sulla base delle prime ricostruzioni è emerso che i due avrebbero aggredito la vittima con il badile infierendo poi con calci e pugni. La donna non avrebbe assistito al pestaggio perché era in casa. I militari hanno sequestrato l'attrezzo e gli indumenti dei due fermati per chiarire l'esatta dinamica di chi abbia sferrato i colpi. Entrambi sono accusati di tentato omicidio in concorso e si trovano in carcere in attesa dell'interrogatorio di garanzia.

Dinamiche familiari instabili

Il 38enne ha ricevuto una prima prognosi di 40 giorni, ma è ancora ricoverato e potrebbe subire alcuni interventi. Disoccupato, ha precedenti per minacce e reati contro la persona così come il Binato (responsabile anche di furti e possesso di armi) e il Gechele. Il quadro familiare particolarmente turblento ha spinto gli inquirenti ad approfondire le indagini per verificare se all'origine degli screzi vi siano anche motivi economici o di altra natura.

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