Terremoti, Bonfà: “Serve il Fascicolo del fabbricato”

Il vicepresidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri, dopo il grave, nuovo terremoto in Emilia, formula una proposta per una efficace prevenzione dei danni dovuti ai fenomeni sismici: una “carta d’identità” dei nostri edifici

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

“E’ ormai improcrastinabile mettere a punto e sviluppare una adeguata e accurata attività di prevenzione, pianificata in ogni regione d’Italia”. Questa è la proposta del Vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Fabio Bonfà in seguito agli ultimi nuovi drammatici eventi sismici in Emilia Romagna: la realizzazione del “Fascicolo del fabbricato” per ogni edificio.

Dopo aver espresso la solidarietà verso quanti hanno subito danni rilevanti in seguito al sisma e vista compromessa la propria attività lavorativa, Bonfà formula le più sentite condoglianze ai familiari delle vittime della nuova scossa e sottolinea come “dobbiamo rendere pienamente visibile e riconoscibile la qualità delle strutture degli edifici, la loro efficienza e sicurezza. Serve varare finalmente la Certificazione del fabbricato, vale a dire una sorta di carta d’identità delle singole componenti del manufatto edilizio mediante un censimento di tutti gli edifici esistenti nel territorio, per salvaguardare l’immenso patrimonio culturale del paese e garantire la sicurezza dei cittadini. Solo attraverso la prevenzione è possibile evitare la perdita di vite umane. Bisogna stabilire il grado effettivo di affidabilità e sicurezza in tema di vulnerabilità sismica degli edifici per consentire di individuare le priorità di intervento”.

Un evento sismico come quello avvenuto in questo mese di maggio, ha un enorme costo economico e sociale, non confrontabile con i costi di prevenzione. Non si può andare avanti di emergenza in emergenza, ma serve mettere mano ad un’azione efficace e strategica che punti sulla prevenzione: “Anche in termini economici - conclude Fabio Bonfà - va osservato che i costi relativi ad ogni tragico evento, come quello emiliano, sono di gran lunga superiori della messa in sicurezza del nostro patrimonio pubblico e privato”.

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