Cronaca Arzergrande

Meriem scrisse una "killing list" jihadista con gli obiettivi da colpire

La studentessa 19enne originaria del Marocco, residente ad Arzergrande, fuggita a fine luglio per arruolarsi nelle milizie dell'Is, prima di partire avrebbe redatto un elenco con i nomi di dieci ufficiali italiani

Si aggiungono nuovi tasselli sulla fuga sospetta di Meriem, la 19enne originaria del Marocco, studentessa dell’istituto tecnico De Nicola di Piove di Sacco, che abita con la sua famiglia ad Arzergrande, sparita da casa a metà luglio con un volo dall’aeroporto di Bologna per raggiungere la Siria e, si ipotizza, arruolarsi nelle milizie dell’Is.

LA "KILLING LIST". La giovane, prima di partire, come riporta Il Mattino di Padova, avrebbe redatto una "killing list": un elenco di dieci "obiettivi" da colpire, su cui compaiono i nomi di alcuni ufficiali italiani, tra cui l’ex comandante generale dei carabinieri, il questore di Firenze e il tenente dei carabinieri di Dolo. Per ciascun bersaglio jihadista, Meriem avrebbe appuntato numeri di telefono ed indirizzi. La lista, ritenuta "poco attendibile", era finita nelle mani dei carabinieri del Ros, che avrebbero individuato la mano della ragazza padovana - per questo indagata dalla procura di Roma - dietro quell'elenco.

I SOSPETTI A SCUOLA. I primi sospetti sulla 19enne di Arzergrande risalirebbero a gennaio. Sarebbe stata proprio la scuola a segnalare le idee preoccupanti che trapelavano dai temi svolti in classe dalla studentessa. Il preside avrebbe quindi segnalato la situazione ai carabinieri. In maggio, l'attribuzione della lista proprio alla ragazzina padovana. Infine, in luglio, i servizi segreti spagnoli avrebbero intercettato una conversazione telefonica tra lei e un reclutatore argentino su cui erano in corso accertamenti.

LA FUGA. Nonostante gli elementi raccolti contro di lei, a fine luglio, Meriem era riuscita ugualmente a scappare. A denunciare la scomparsa della ragazza ai carabinieri erano stati gli stessi genitori. La ragazza aveva detto ai familiari che avrebbe trascorso una giornata al mare con le amiche, ma non era invece più rientrata a casa. Da qui l'avvio delle indagini del Ros euganeo e della Procura anti terrorismo di Venezia in quanto, via web, la 19enne era risultata attiva via Skype, Whatsapp e nei forum dedicati al pensiero islamico radicalizzato, ipotizzando un suo reclutamento come "foreign fighter".

IL GIALLO DEL BIGLIETTO A/R. Secondo quanto si è appreso, Meriem avrebbe acquistato in un'agenzia di viaggi di Piove di Sacco un biglietto di andata e ritorno per la Turchia. Dopo il suo arrivo in aeroporto a Istanbul, si perdono le sue tracce. Il padre della 19enne, che non si dà pace della scomparsa della figlia, nonché sulle possibili preoccupanti motivazioni che starebbero emergendo all'origine, aveva lanciato un appello affinché la ragazza tornasse presto a casa.

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