Cronaca

Il ministro Orlando a Padova: "In Veneto attenzione come altrove"

Il ministro della Giustizia ad un convegno organizzato dall'Università: "Sarebbe sbagliato concentrarsi su di una realtà perché il tratto che caratterizza questo terrorismo prescinde dal radicamento territoriale"

"Episodi di terrorismo o di persone coinvolte in indagini riguardano tutte le regioni italiane". Lo ha detto a Padova, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, durante un convegno sul terrorismo promosso dall'Università. "Non individuo nel Veneto una sorta di santuario del terrorismo internazionale - ha aggiunto - ritengo che ci debba essere un'attenzione nel Veneto come in tutte le regioni. Sarebbe sbagliato concentrarsi su di una realtà perché il tratto che caratterizza questo terrorismo prescinde dal radicamento territoriale".

"CARCERI MONITORATE". "Tutte le carceri italiane sono monitorate - ha detto il ministro - il rischio di radicalizzazione lo abbiamo già affrontato, prima della vicenda di Parigi. Va seguito con attenzione senza allarmismi ma anche con costanza, ed è quello che stiamo facendo. Dobbiamo potenziare i mezzi - ha aggiunto - attraverso i quali si possono comprendere meglio alcune dinamiche che caratterizzano la popolazione detenuta, in particolare quella straniera. Per questo abbiamo presentato un emendamento in legge di stabilità per rafforzare il numero di mediatori culturali che ci consentono di comprendere le dinamiche, di rafforzare anche il ruolo della polizia penitenziaria".

PLAY STATION. "I ragazzi italiani potranno continuare a giocare tranquillamente coi videogames, credo che questo aspetto sia stato sottolineato eccessivamente - ha detto ancora, a proposito delle comunicazioni tra terroristi attraverso i canali della play station - il problema è che, a fronte di una innovazione nelle modalità di comunicazione, abbiamo l'esigenza di seguire questa evoluzione con un'innovazione nei software di captazione. Quindi facendo più ricerca, più investimenti su questo fronte. Non serve nessuna innovazione normativa - ha avvertito - perché le intercettazioni telematiche sono già previste dal nostro ordinamento e naturalmente seguono esattamente l'iter delle altre intercettazioni. Non saranno un controllo a tappeto o sistematico di tutte le postazioni telematiche - ha precisa - vengono disposte sulla base di un provvedimento dell'autorità giudiziaria quando ci siano degli elementi che giustificano questo tipo di intervento".

"UNA GIURISDIZIONE SOVRANAZIONALE". "La battaglia campale per combattere il terrorismo oggi è quella di costruire una giurisdizione sovranazionale, uno spazio di giustizia europea che si faccia promotrice di azioni pensate in dimensione europea - ha detto ancora Orlando - se restringiamo gli spazi di libertà, arretriamo rispetto alle nostre conquiste e consegniamo la vittoria a chi mette in discussione il nostro modello di convivenza civile e democratica. Se si risponde solo con il rafforzamento di strumenti di intelligence e polizia e non con strumenti giurisdizionali - ha aggiunto - si rischia di dare una reazione 'sbilenca'".

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