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Testamento di Conte, anche Corte d'Appello condanna maggiordomo

Avrebbe falsificato il documento del suo datore di lavoro - deceduto a 91 anni nel 2008 - intestandosi, in qualità di erede universale, il patrimonio da 90 milioni di euro lasciato dal ricco pellicciaio: 4 anni di reclusione

Anche secondo i giudici della Corte d’Appello, il testamento di Mario Conte è inautentico: il maggiordomo avrebbe falsificato il documento del suo datore di lavoro - deceduto a 91 anni il 13 ottobre del 2008 - intestandosi, in qualità di erede universale, il patrimonio da 90 milioni di euro lasciato dal ricco pellicciaio.

UN RICALCO PEDISSEQUO. La perizia dell'esperta, disposta dal giudice della Corte d’Appello, aveva parlato di un apocrifo, scritto talmente male da non essere neppure possibile risalire alla mano che avrebbe prodotto il falso.

LA CONDANNA IN SECONDO GRADO. Ora, i giudici di secondo grado, come riportano i quotidiani locali, hanno confermato le accuse di falso e appropriazione indebita e la sentenza di condanna, emessa in primo grado nei confronti del maggiordomo, a 4 anni di reclusione.

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