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La presentazione della mostra (foto: François Turatto)

La presentazione della mostra (foto: François Turatto)

I "Tintoretto ritrovati" restano ai musei civici A palazzo Moroni le opere di artisti padovani

Le otto tele scoperte come autentiche da Vittorio Sgarbi non torneranno più negli uffici del Gabinetto del sindaco. Bitonci annuncia: "Al loro posto, esporremo i lavori dei nostri artisti"

Tintoretto non tornerà più negli uffici del Gabinetto del sindaco. Le otto tele, rivendicate dal famoso critico d'arte Vittorio Sgarbi come autentiche opere giovanili del pittore (e non, come a lungo si è creduto, imitazioni), resteranno ai  musei civici Eremitani anche dopo il termine della mostra "I Tintoretto ritrovati" (dall'11 maggio al 25 settembre).

I "TINTORETTO RITROVATI" RESTANO AI MUSEI CIVICI. Lo ha dichiarato il sindaco di Padova Massimo Bitonci, annunciando un'iniziativa rivolta ai talenti emergenti padovani, per riempire le pareti lasciate spoglie di palazzo Moroni: "Dopo la scoperta fatta da Sgarbi, le tele non potranno più tornare dove erano prima - ha detto il primo cittadino - rimarranno dove devono stare, ovvero ai musei civici. Per non lasciare vuoti gli spazi prima occupati dai dipinti - ha proseguito Bitonci - faremo un avviso che coinvolga i giovani artisti padovani". 

SEI ARTISTI AL POSTO DI TINTORETTO. Là dove fino a qualche settimana fa c'erano i quadri di Tintoretto, dovrebbero trovare posto, nelle intenzioni del Comune, le opere di pittori nostrani, che potranno, in questo modo, usufruire di una speciale vetrina: "L'idea - ha concluso il sindaco - è quella di esporre ogni anno sei artisti, i cui lavori rimarranno visibili per una durata di due mesi".   

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