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"Ha sparato con una pistola vera" Capo arrestato: tentato omicidio

Si aggrava la posizione di D.B., 32enne titolare della ditta "D.B. Tecnoimpianti" di Cartura, che, lunedì scorso, avrebbe esploso un colpo contro la nuca di un suo dipendente. L'arma non era ad aria compressa

"Miracolato". Non ci possono essere altre definizioni per U.M., 37 anni, lavoratore di Cartura, finito sotto i ferri del reparto di Neurochirurgia dell'azienda ospedaliera di Padova, lunedì scorso, dopo che, come l'uomo ha sempre sostenuto, il suo datore di lavoro, D.B., 32enne titolare della ditta individuale "D.B. Tecnoimpianti", gli aveva esploso un colpo di pistola alla nuca. Già, perché quella pistola, che inizialmente si era pensato essere ad aria compressa, perché il ferito era uscito dalla casa del suo aggressore con le proprie gambe, e non ci sarebbero state altre spiegazioni, sarebbe stata in realtà una pistola vera, di quelle che, se ti raggiungono, ti uccidono, e non ti salvi.

ARRESTATO PER "TENTATO OMICIDIO". Incredibili risvolti, come riportano i quotidiani locali, nelle indagini, coordinate dal pubblico ministero Vartan Giacomelli, che, alla luce del resoconto fornito dai medici che hanno estratto la pallottola dal cranio dell'uomo, aprirebbero un nuovo inquietante scenario attorno a quanto si sarebbe consumato nel salotto dell'imprenditore di Cartura. Se la pistola era vera, allora chi l'ha impugnata aveva un solo scopo: ammazzare. Per questo l'accusa nei confronti di D.B. si fa ben più pesante: non più lesioni volontarie gravi, ma tentato omicidio. E per lui, venerdì, è scattato l'arresto.

"PISTOLA ERA VERA". I chirurghi che hanno operato U.B. avrebbero notato sin da subito che quel foro sulla testa era troppo grande perché a provocarlo potesse essere stata una pistola ad aria compressa. Un'ipotesi che sarebbe stata confermata nel momento in cui avrebbero estratto dalla nuca dell'uomo una vera e propria ogiva di piombo, conficcata nella parete occipitale sinistra della scatola cranica, senza lesionare - e questo ha dell'incredibile - alcun organo vitale.

ACCERTAMENTI TECNICI. I carabinieri, cui sono state affidate le indagini, stanno passando al setaccio l'abitazione dell'imprenditore, che ha sempre negato ogni responsabilità. Alla luce della nuova piega che starebbe prendendo l'inchiesta, il pm avrebbe disposto alcune verifiche tecniche, come lo "stub" (per trovare tracce di polvere da sparo sul corpo e sui vestiti della vittima e del suo aggressore) e una consulenza biologica sulle tracce ematiche trovate a casa di D.B.

QUEL GIORNO. La vicenda risale a lunedì scorso, quando U.M., secondo il racconto da lui fornito, si sarebbe recato dal suo capo per discutere degli stipendi arretrati. Quest'ultimo lo avrebbe fatto accomodare in sala da pranzo, ma poi, prima che si sedesse, gli avrebbe puntato l'arma alla nuca esplodendo un colpo. La vittima era riuscita a lasciare l'abitazione e a raggiungere l'ospedale.

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