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Toponomastica, poche strade intitolate a donne: nuove vie "rosa"

La giunta comunale di Padova ha approvato l'intitolazione della maggior parte dei 6 nuovi tratti stradali ad Antonia Masanello, Sulpicia, Claudia Toreuma e Dolores Grigolon, scelte "per le loro qualità e per il loro contributo alla storia cittadina o del Paese"

Toponomastica troppo maschilista, a Padova. Una ricerca condotta dal movimento nazionale "Tomponomastica femminile" aveva già messo in luce nei mesi scorsi i dati sconfortanti del capoluogo euganeo, che al di sotto della già esigua media nazionale del 5%, con il suo 2,85% di strade intitolare a donne, ora corre ai ripari.

L'INDAGINE PADOVANA: SOLO IL 2,85% DI VIE INTITOLATE A DONNE

LE NUOVE VIE. La Giunta comunale ha approvato la proposta della commissione ad hoc per cui delle 6 nuove intitolazioni necessarie, 4 sono dedicate a donne. I personaggi, si legge nella delibera, sono stati scelti "per le loro qualità e per il loro contributo alla storia cittadina o del Paese". Oltre quindi a via Ottavio Rinuccini (terzo rientro sinistro di via Adria, civici dal 25c al 25m) e Ferdinando Gasparo Turrini (primo rientro destro di via Asiago, civici dal 38 al 41), a breve vedremo anche i cartelli nuovi di zecca di via Antonia Masanello (ultimo rientro destro di via "Ragazzi del 99", compreso il civico 36), Sulpicia (primo rientro destro di via Comino, dopo il civico 56), Claudia Toreuma (primo rientro destro di via "Bosco Wollemborg", civiici 12 e 12A) e Dolores Grigolon (tratto di via "Faà di Bruno" dal civico 51).

LE SCHEDE BIOGRAFICHE. Masanello Antonia (Montemerlo, 1833 – Firenze, 1862). – Garibaldina, si aggregò alla spedizione dei Mille. La vita intensa quanto breve di Antonia Masanello è una sorta disumma dell'anticonformismo garibaldino; le battaglie che questa donna affrontò perl'indipendenza dell'Italia anticipano le lotte per l'emancipazione femminile. Sulpicia – (.... – I Secolo a.C.) è stata una poetessa romana, l'unica di cui si siano conservati alcuni componimenti. Figlia dell'oratore Servio Sulpicio e nipote dell'omonimo giurista (106 – 43). Appartenendo alla classe aristocratica, Sulpicia potè frequentare gli esclusivi ambienti dell'alta società e molto probabilmente far parte del circolo intellettuale dello zio Marco Valerio Messalia. Le opere di Sulpicia sono contenute nel Corpus Tibullianum, all'interno del "ciclo di Sulpicia" che riunisce un totale di cinque elegie, oltre ad altri sei componimenti denominati "Elegida". Turrini Ferdinando Gasparo - (Salò, 1745 – Brescia, 1820) E' stato un organista e compositore. Nipote di Ferdinando Bertoni, di cui fu allievo a Venezia e di cui utilizzò anche il cognome. A Venezia fu maestro di cembalo nei teatri e operista di successo. Nel 1773, colpito da cecità, dovette abbandonare questa attività. Si trasferì a Padova dove aveva ottenuto il posto di organista alla Basilica di S. Giustina. Turrini compose sonate per cembalo, per organo, per pianoforte, per pianoforte e violino, concerti per cembalo ed archi (di cui ce ne sono pervenuti cinque ), musica vocale e strumentale, opere e cantate. Rinuccini Ottavio – (Firenze, 1562 – Firenze, 1621) – Poeta e letterato di nobili origini, fu membro dell'Accademia Fiorentina, e in seguito dell'Accademia degli Alterati. A Rinuccini si devono i primi libretti della storia del melodramma: Dafne, del 1595, musicata da Jacopo Peri (nel 1608 musicata da Marco da Galliano col nome La Dafne; Euridice, del 1600, musicata da Jacopo Peri e poi anche da Giulio Caccini; Arianna, musicata nel 1608 da Claudio Monteverdi; il Ballo delle Ingrate, musicata nel 1608 da Claudio Monteverdi. Toreuma Claudia – Cittadina romana, ballerina, giocoliere e mima di professione, morì a soli 19 anni. Il monumento funerario di Claudia Toreuma risalente alla metà del I° secolo d.C. fu scoperto nel maggio del 1821 in località Mandria a circa due chilometri fuori della porta monumentale di Padova detta comunemente di S.Croce, vicino a via Romana Aponense. Grigolon Dolores - (Padova, 1905 – Padova, 1987) fu una delle maggiori personalità artistiche padovane del 1900. Allieva di Alessandro Milanesi presso l'Accademia delle Belle Arti di Venezia, riuscì a formulare un personale linguaggio artistico caratterizzato da una pennellata densa e vibrante, dalle cromie calde e luminose. I soggetti su cui si concentrava la sua opera sono in prevalenza la figura, il ritratto, la natura morta.

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