Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Battaglia Terme

Torna dal funerale di un amico, stroncato da infarto Riccardo Cappellozza

Cappellozza era il fondatore e promotore del Museo della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme. Una figura molto nota e apprezzata

E' scomparso sabato 25 gennaio, a 88 anni, Riccardo Cappellozza, morto improvvisamente a casa, a Battaglia Terme, per un probabile cedimento del cuore. Era rientrato da pochi minuti, dopo essere uscito per organizzarsi, con i conoscenti, in previsione del funerale del suo amico Guido Montesi, deceduto poche ore prima. Un destino comune, la morte, per entrambi, uno a poche ore dall'altro.

Amicizia

Riccardo Cappellozza era stato un imprenditore del trasporto commerciale su barche, un barcaro, figlio di un barcaro, famiglia di generazioni di barcari. Raccontava che con Montesi si erano incontrati - decenni fa - per il sostegno al Museo della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme, del quale Cappellozza era il fondatore e promotore: Cappellozza, come sempre, attivo nel promuovere la raccolta di fondi e di reperti per l'obiettivo, diventato la sua vita, della costituzione, prima, e poi la gestione, del Museo; Montesi, sempre attento e generoso alle istanze volte a valorizzare il patrimonio culturale, soprattutto d'impresa, quale appunto era l'attività dei barcari, la navigazione fluviale. 

Museo

Nell'ufficio del Museo è in bella mostra la foto di Riccardo Cappellozza avvolto nel lembo della cappa di Guido Montesi, governatore dell'ordine dei "Padovani eccellenti", che consegna a Riccardo il titolo di "Padovano Eccellente 2008". E' la foto simbolo di un legame fra i due, anche umano, sviluppatosi nel lungo tempo. Il suo merito, che lo rende unico, è aver trasformato una professione, quella del "barcaro", anzi, un mestiere (così lo definiva), caduto in disgrazia (raccontava sempre come i barcari sbarcati e finiti a lavorare in terraferma avessero perso la considerazione sociale dell'epoca), in una icona, fenice culturale ed ambientale, una risorsa di cui essere orgogliosi, a Battaglia Terme e nel mondo.

Barcari

Far conoscere è stata l'azione principale. Ha favorito le visite al Museo e ha regalato centinaia di libri, in particolare il "suo", quel "L'ultimo dei barcari", scritto con Francesco Jori, summa dell'esperienza in barca. Sempre disponibile per interviste, sopralluoghi, partecipazione a incontri, dibattiti, video. Un mestiere, quello del barcaro, dai mille mestieri, costantemente in viaggio, in avventure al comando di tonnellate racchiuse in pesanti scafi di legno mossi dalle forze del vento, della corrente d'acqua e dai muscoli di cavalli o uomini, col risvolto economico dei conti da far quadrare, per mantenere il tutto, famiglia compresa. Era la vita quotidiana e la lotta per la sopravvivenza. 

Premi e riconoscimenti

Molti sono gli ambiti premi e i prestigiosi riconoscimenti ricevuti - ad esempio a Mantova nel 2016 quale "barcaro dell'anno". Gli mancava solo quello della laurea ad honorem, guadagnata sul campo. Aveva invece frequentato il corso serale per adulti "delle 150 ore", tenuto a Battaglia Terme dal prof. Elio Franzin. Il professore aveva  stimolato gli alunni senior a recuperare la memoria della professione precedente, a dare valore. E' stata la miccia per riaccendere il DNA barcaro di Riccardo Cappellozza, che non si è più fermato.

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