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Il tribunale di Padova

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Traffico di cuccioli dall'Est Europa, maxi processo a Padova: 12 gli indagati

Nell'ottobre 2013 la squadra Mobile di Padova aveva portato alla luce un'organizzazione che trafficava animali da compagnia, soprattutto cani e gatti, dall'Europa dell'Est. Le indagini portarono al sequestro di 20 cagnolini

Si aprirà il 29 marzo prossimo, al tribunale di Padova, il maxi processo per traffico cuccioli che vede sul banco degli imputati ben 12 persone, tra cui anche un medico veterinario, accusate di associazione a delinquere a carattere trasnazionale, truffa, frode nell’esercizio del commercio, traffico illecito di animali da compagnia e maltrattamento di animali.
 
TRAFFICO DI CUCCIOLI. “Si tratta di uno dei più importanti processi per traffico cuccioli, sia per il numero di persone coinvolte sia per la contestazione del reato di associazione a delinquere a carattere internazionale – dichiara Ilaria Innocenti, responsabile nazionale Lav, settore cani e gatti, che assisterà all’udienza – una contestazione che mette in luce come in questi ultimi anni il traffico dei cuccioli abbia assunto una struttura sempre più organizzata e ramificata”.
 
OPERAZIONE. I fatti risalgono all'ottobre 2013 quando la squadra Mobile di Padova aveva portato alla luce un’organizzazione che trafficava animali da compagnia, soprattutto cani e gatti, dall’Europa dell’Est. Le indagini, scaturite dalle denunce di cittadini che avevano acquistato i cuccioli on line, portarono al sequestro di 20 cagnolini, in alcune città del Centro-Nord Italia.
 
RUOLI. L’organizzazione, sempre secondo l’accusa, seguiva tutte le fasi del commercio, dall’introduzione in Italia degli animali, alla vendita ai clienti su internet o presso strutture commerciali dei cuccioli, anche di età inferiori alle dodici settimane, venduti a prezzi molto più bassi del reale valore commerciale. Un ruolo determinante per la “naturalizzazione” lo avrebbe avuto il veterinario che avrebbe collaborato alla redazione di documentazione sanitaria falsificata.
 

LAV. “Ci auguriamo che questo caso sia di ulteriore stimolo per l’opinione pubblica, per riflettere sull’importanza dell’adozione in luogo dell’acquisto. Nel combattere il fenomeno del traffico dei cuccioli è importante agire in prima persona, scegliendo di non mercificare la vita e interrompendo quindi la spirale di illegalità che può celarsi dietro le vendite”, conclude Ilaria Innocenti.
 

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