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Traffico di eroina dall'Albania: la droga stoccata a Padova

La provincia euganea tra quelle al centro dell'operazione "Rewind" condotta dalla polizia di Pistoia, principale città destinataria dello spaccio, dove gli acquirenti erano in gran parte minorenni. 15 gli arresti

Padova si conferma ancora una volta al centro dei traffici illegali del nord Italia connessi al mercato della droga. Nell'ambito dell'operazione "Rewind", condotta dalla polizia di Pistoia, che ha portato all'arresto di 15 persone e allo smantellamento di un'organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti che aveva base in Albania, è emerso come il gruppo criminale operasse soprattutto nelle province di Padova, Milano, Brescia e Pistoia. In quest'ultima in particolare avveniva lo spaccio, i cui acquirenti erano in gran parte minorenni. La droga, secondo quanto appreso, veniva stoccata in provincia di Padova e tra Brescia e Milano, era nella disponibilità di cittadini albanesi che risiedevano in quelle province, e veniva consegnata ad un loro connazionale che gestiva il giro a Pistoia solo dopo che era stato concluso l'accordo via internet con il capo dell'organizzazione in Albania.

LE INDAGINI. L'operazione è stata nominata "Rewind", perché nata come prosecuzione di un'indagine che aveva preso il via con degli arresti all'inizio del 2011, a seguito di alcuni sequestri di eroina a Pistoia e Pescia. Tra gli acquirenti furono individuati alcuni minorenni che facevano uso dello stupefacente fumandolo sciolto in carta stagnola. Nel corso delle indagini supportate da intercettazioni telefoniche ed ambientali, sono state monitorate, anche con videoriprese, varie cessioni di eroina e identificati gli acquirenti.

GLI ARRESTI. Nella fase finale dell'operazione sono stati impegnati, oltre al personale della questura di Pistoia e del commissariato di Pescia, anche operatori delle squadre mobili di Teramo, e Brescia, nonché pattuglie del Reparto prevenzione crimine Toscana, unità cinofile antidroga provenienti da Padova e Firenze. 15 le ordinanze di custodia cautelare emesse dall'autorità giudiziaria a carico di 13 cittadini albanesi, 2 italiani e 1 rumeno ed ulteriori 3 decreti di perquisizione domiciliare.

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