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In foto: al centro il maggiore Antonello Sini, comandante della compagnia di Padova; a destra il comandante della compagnia di Mestrino; a sinistra il vice del comandante di Mestrino

In foto: al centro il maggiore Antonello Sini, comandante della compagnia di Padova; a destra il comandante della compagnia di Mestrino; a sinistra il vice del comandante di Mestrino

Stroncato fiorente traffico di droga: pusher attivissimi in manette, centinaia le cessioni

Dopo due mesi di indagini, nelle scorse ore, i carabinieri, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare, hanno stretto le manette ai polsi di 3 extracomunitari

Stroncato un importante traffico di droga nella prima cintura urbana di Padova.

STRONCATO UN FIORENTE TRAFFICO DI DROGA. Nelle scorse ore, i carabinieri, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare, hanno stretto le manette ai polsi di 3 extracomunitari, ritenuti attivissimi spacciatori nei comuni limitrofi al capoluogo patavino. Le indagini, condotte dai militari della compagnia di Padova e condivise dalla locale Procura, hanno permesso di porre fine al fiorente traffico di stupefacenti.

IL GIRO DI DROGA. L'indagine, coordinata dal pubblico ministero Sergio Dini, ha avuto inizio nel settembre 2014, con l'obiettivo di focalizzare l'attività di spaccio di cocaina messa in piedi dai tre arrestati, all'esterno dei locali e per strada, nei comuni di Rubano, Mestrino, Selvazzano Dentro, e, a Padova, nei quartieri di Chiesanuova e Brusegana. I tre, seguiti e monitorati costantemente, effettuavano cessioni di quantitativi di cocaina (la chiamavano "scarpa") variabili da uno a 4 grammi a numerosi tosicodipendenti residenti nelle province di Padova, Venezia e Belluno (complessivamente circa 160).

GLI ARRESTATI. Centinaia le cessioni documentate e attribuibili ai tre arrestati. Si tratta di un marocchino, B.A.E.K., di 40 anni, residente a Saccolongo, e di due nigeriani, marito e moglie, irregolari in Italia, U.J., 34 anni, domiciliato a Padova, e J.A., 45 anni, anche lei domiciliata in città. I due uomini sono stati accompagnati nella casa circondariale di Padova, la donna in quella di Verona.

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