Cerca di trasferire 2 milioni e mezzo su un conto estero, ma senza successo: arrestato 60enne

Già sottoposto a obbligo di dimora, l'uomo è ritenuto a capo di un'organizzazione per delinquere: stando a quanto ricostruito dalla guardia di finanza ammonterebbero a 117 milioni di euro i flussi finanziari complessivamente riciclati dalla suddetta organizzazione

In una parola, recidivo: nella giornata di venerdì 15 novembre militari del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Padova hanno eseguito una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di A.V., 60 anni, soggetto già colpito da un’analoga misura restrittiva nel maggio del 2018 in quanto ritenuto a capo di un'organizzazione per delinquere operante anche al di fuori dei confini nazionali e dedita al riciclaggio, fatti per i quali egli è attualmente a giudizio dinanzi al Tribunale di Padova.

I fatti

Già sottoposto a obbligo di dimora, l'uomo è stato ora sottoposto a custodia cautelare (su richiesta dal Pubblico Ministero e su disposizione del Tribunale di Padova) in quanto la guardia di finanza ha scoperto che il 60enne stava cercando di spostare da un conto corrente - intestato a una società immobiliare a lui riconducibile - verso una società di Londra 2 milioni e mezzo di euro. Tale operazione (unita al fatto che la pubblica accusa durante il dibattimento aveva avanzato una richiesta di sequestro preventivo per un importo di quasi 6 milioni di euro) ha portato all’adozione da parte del tribunale di un provvedimento restrittivo personale nei confronti dell’imputato e di un sequestro preventivo delle liquidità che dovevano essere trasferite in Inghilterra.

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La precedente indagine

L’indagine svolta nel maggio del 2018 (e a cui si riferisce il video) aveva già portato all’esecuzione di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere, al sequestro per di circa 2,3 milioni di euro quali proventi delle attività illegali compiute dall’organizzazione nonché a un’ulteriore sequestro ai fini della confisca per sproporzione nei confronti di un uomo italiano formalmente residente nel Principato di Monaco. E tra i beni sequestrati spiccano due appartamenti di pregio (uno a Jesolo e uno in Piazza dei Frutti a Padova) con tanto di vasche idromassaggio in terrazza e vista privilegiata e due vetture di lusso - una Maserati e una Jaguar - con targa monegasca. Le successive attività di ricostruzione del volume d’affari dell’organizzazione aveva quantificato in 117 milioni di euro i flussi finanziari complessivamente riciclati, a fronte dei quali i sodali trattenevano una percentuale dal 5 al 10% dell’importo messo a disposizione dei clienti.

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