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Puntata di Fuori Roma dedicata a Padova: Rai Tre sviscera i grandi temi della città

Lunedì sera la trasmissione di Concita De Gregorio ha dedicato la puntata alla città del Santo con lunghe interviste e focus su tutti i temi caldi di Padova

“A Padova tutto è doppio, ma sono coppie di contrari. Se fosse una favola, questa, racconterebbe di fratelli – due, forse, tre - che hanno preso strade opposte e convivono dandosi le spalle. Dipende da dove la guardi, Padova, e vedi città diverse. Una cattolica, la città del Santo, una laica e massonica, disegnata a triangoli sulle pareti del caffè Pedrocchi e nella pianta ovale di Prato della Valle”.

FUORI ROMA

Lunedì sera su Rai Tre, la trasmissione Fuori Roma condotta da Concita De Gregorio ha dedicato la puntata alla città di Padova spaziando su tutti i tempi caldi: “Dopo due anni di governo leghista con Massimo Bitonci, caduto per effetto di dimissioni di massa dei consiglieri comunali, il successo di questo sindaco, Sergio Giordani, è stato possibile anche grazie a quello della Coalizione Civica guidata da Arturo Lorenzoni, ora al fianco di Giordani come vice. In una puntata punteggiata dai racconti di Marco Paolini, Padova si è svelata ai telespettatori tra la sua forte passione per il rugby, che quasi tutti hanno praticato e la devozione a Sant'Antonio e San Leopoldo, che i padovani continuano a chiamare Padre Leopoldo. Una città che attende il nuovo ospedale e che punta molto sull’università, "la Oxford e la Cambridge d’Italia", sulla creatività con l'editore Guido Ostanel, il festival di Radio Sherwood e la musica di Marco Fasolo”.

CITTÀ DOPPIA

Come poi si legge nella pagina Facebook della trasmissione: “Una Padova solidale, quella della Caritas, delle cucine popolari che sfamano ogni giorno la povera gente e una insofferente che ha eletto solo tre anni fa un sindaco leghista capace di concepire panchine con un bracciolo al centro per impedire di sdraiarsi e di sequestrare le elemosine ai mendicanti. Una che gioca a calcio e applaude i solisti, una che fa del rugby e del sostegno di squadra la sua religione e la sua rete di potere. Padova è stata la città delle trame nere, di Freda e del Nar, la città di Toni Negri e dell’Autonomia, potere operaio, dei primi morti ammazzati dalle Br. Il Pci di Zanonato, allora, era la destra. Due rettori, quello di Sant’Antonio e quello dell’antica università. Due sindaci, quasi, verrebbe da dire perché il sindaco indicato dal Pd e il vicesindaco di lista civica si sono divisi l’elettorato di centrosinistra e poi si sono alleati, strappando il secondo mandato a Massimo Bitonci, il leghista”.

LE DOMANDE

Nella trasmissione poi sono state sviscerate alcune domande: “In ogni città c’è un tema che arroventa e divide, anche la politica. A Padova è l’ospedale. Rifare il vecchio, in centro, Nuovo su vecchio, magari sviluppandolo in altezza, o farne uno nuovo, in periferia, grande e modernissimo? Il rettore lo vuole nuovo. Il sindaco e il vicesindaco hanno promesso ai cittadini che temono lo svuotamento dal quartiere che, invece, ristruttureranno il vecchio. Ci sono interessi economici, naturalmente, molti soldi in ballo. La vera sorpresa politica di Padova più che Giordani è Arturo Lorenzoni. Docente universitario di ingegneria, insegna economia con attenzione ai temi dell’ambiente, cattolico, cresciuto dai gesuiti nello storico campo dell’ex stadio Tre Pini, nelle giovanili di rugby del Petrarca. La sua Coalizione civica è arrivata dal nulla al quasi 23 per cento, sfiorando il ballottaggio. Ha vinto nelle periferie, all’Arcella – il quartiere degli immigrati – è stato sostenuto dalla sinistra a sinistra del Pd e dai movimenti giovanili dei centri sociali”.

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