Cronaca

Trasporto profughi Italia-Germania Accuse decadute per i padovani

Gli avvocati di Marco S. e Fabio F. riferiscono che la vicenda che risale allo scorso luglio si è conclusa con la Procura tedesca che ha emesso una richiesta di proscioglimento e una revoca del mandato di cattura

Le pesanti accuse di traffico di irregolari e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina sono state ritirate dalla procura tedesca nei confronti del 51enne Marco S., il tassista padovano arrestato in Germania nel luglio scorso per il trasporto di profughi siriani. A dirlo l'avvocato Roberta Cerchiaro. Anche per l'altro padovano, il 30enne Fabio F., arrestato per la stessa vicenda, lo scorso 11 agosto la Procura tedesca ha emesso una richiesta di proscioglimento, come riferisce l'avvocato Carlo Bottoli, e una revoca del mandato di cattura.

FAMILIARI ALL'OSCURO. "È semplicemente un autista - ha detto la legale del 51enne - e come tale non si è messo a fare un controllo approfondito dei passaporti, ha visto che avevano i documenti ma non è certo suo compito verificarne l'autenticità. Non si sarebbe mai aspettato una cosa del genere - ha continuato - la parte peggiore l'hanno vissuta i familiari che non si riuscivano a mettere in contatto con lui e non sapevano cosa fosse accaduto. È stato veramente difficile anche per me raggiungerlo in carcere, fortunatamente tutto si è risolto abbastanza velocemente".

"DETENZIONE ILLEGITTIMA". "È limpido come l'acqua, semplicemente è stato incaricato da una ditta per cui lavora come tassista di portare delle persone in Germania - ha riferito l'avvocato del 31enne - ed eventualmente qualcuna in Danimarca, dei tecnici stranieri gli avevano detto. Era stato contattato da una persona che conosceva, gli è stato dato un indirizzo a Milano dove andare a prendere delle persone. Mi ha raccontato che erano eleganti, con un telefonino ultimo modello, ben vestiti e ben pettinati. Insomma non avevano nulla che facesse pensare a dei clandestini, poi la normativa è chiara e non permette ad un conducente di chiedere dei dati". La scoperta della vera identità dei passeggeri è arrivata a pochi chilometri da Monaco quando è stato fermato dalla polizia. "Era tranquillo, ha chiesto a tutti i passeggeri i passaporti e poi ha capito - ha continuato l'avvocato - Di punto in bianco la polizia gli ha preso il passaporto, il telefonino, l'ha spogliato e buttato dentro in una cella". Il legale ha precisato di voler valutare assieme alla famiglia una eventuale richiesta di risarcimento danni per "detenzione illegittima".

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