"Metta i gioielli in frigo", anziana signora truffata a Selvazzano

Un sedicente addetto Etra si è presentato in casa della donna e le ha consigliato di mettere al sicuro i preziosi nel frigorifero: derubata di tutto

Ennesima truffa agli anziani

Le hanno rubato gioielli e soldi che aveva riposto in frigorifero, su consiglio di un sedicente operatore Etra. È successo a un’anziana di Selvazzano Dentro, oggetto di una truffa che ha avuto un brutto epilogo.

LA DENUNCIA. Nella mattinata di venerdì 9 maggio, un’anziana residente a Selvazzano ha contattato il Numero verde di Etra per chiedere informazioni su un uomo che si era presentato come addetto di Etra. Questi era appena stato a casa sua con la scusa di controllare se dai rubinetti uscisse sabbia. Poi se n’era andato e la signora voleva semplicemente sapere che fine avesse fatto perché l’uomo aveva detto che sarebbe tornato subito e invece non si era più fatto vivo.

LA TRUFFA. Una truffa sventata? Purtroppo no. Infatti, nel corso della telefonata la signora ha raccontato all’operatore dello sportello telefonico che l’uomo le aveva detto di mettere tutti i gioielli e i soldi dentro un sacchetto e poi di riporlo nel frigorifero. Cosa che la signora aveva prontamente fatto. Quando l’operatore ha sentito questa frase, ha spiegato alla signora che nessun operatore di Etra stava effettuando controlli a Selvazzano e le ha consigliato di controllare immediatamente se il sacchetto si trovava ancora nel frigorifero. Quindi le ha consigliato di chiamare la locale stazione dei carabinieri. Purtroppo il sacchetto con i preziosi e i soldi era sparito e la donna, in preda a una forte agitazione, ha chiesto all’operatore di allertare i carabinieri. Le forze dell’ordine sono state subito avvertite.

NON E' IL PRIMO CASO. Una situazione già vissuta da un utente della cintura urbana di Padova lo scorso febbraio, che però, insospettito, aveva allontanato il truffatore e che si aggiunge a vari episodi succedutisi nei mesi passati dove è stato sfruttato il nome di Etra: sedicenti addetti suonavano ai campanelli per vendere depuratori d’acqua o per chiedere il pagamento di insoluti nelle bollette.

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