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Auto di lusso acquistate con assegni rubati: un arresto ad Abano

L'operazione dei carabinieri di Viterbo ha portato all'arresto di 8 persone riconducibili al clan dei Casamonica e della Mala del Brenta, accusate di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla ricettazione

Con la complicità di alcune agenzie di pratiche auto di Roma, acquistavano auto di grossa cilindrata (Bmw, Mercedes, Porsche) con assegni circolari falsi o rubati e dopo aver falsificato i documenti le reintestavano a soggetti vicini all'organizzazione del clan dei Casamonica, gruppo criminale ben radicato nella capitale, dei Di Silvio e con la mala del Brenta.

L'ALTRA INDAGINE DI GIUGNO DELLA FINANZA DI PADOVA: AUTO DI LUSSO "CON FRODE"

UN ARRESTO AD ABANO. Sono 8 gli arresti eseguiti dai carabinieri della compagnia di Tuscania, in provincia di Viterbo, a carico di altrettante persone riconducibili al clan, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla ricettazione nel settore della compravendita di autovetture nonchè di falso in atto pubblico. L'organizzazione, secondo quanto si è appreso, operava nel Lazio, in Molise e Nord Italia. Il blitz dei militari è scattato questa mattina all'alba: uno degli otto arrestati è stato ammanettato in una villa bunker sulla Casilina di proprietà dei Casamonica. A Roma sono stati eseguiti altri due arresti, uno in provincia. Altri due indagati sono stati presi a Campobasso. Gli ultimi due, posti ai domiciliari, sono stati bloccati a Latina ed Abano Terme. Altre quattro persone sono state iscritte nel registro degli indagati per i medesimi reati. Durante le perquisizioni sono state sequestrate cinque autovetture di grossa cilindrata per un valore di oltre duecentomila euro. Il giro d'affari della banda finora scoperto é di oltre un milione di euro.

LE INDAGINI. Tra i truffati anche un calciatore professionista, Orlando Urbano, fino all'anno scorso militante nel Como, in Serie B, attualmente in forza al Lugano (Svizzera). Le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Roma, erano iniziate nell'agosto 2011, quando un giovane residente a Montalto di Castro che aveva messo in vendita una Mercedes su un sito internet scoprì di essere stato pagato con assegni rubati.

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