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Cronaca

Truffa, parente "povera" mantenuta a spese del Comune: due indagati

La casa di riposo era mantenuta dalle casse comunali di Grantorto, perché l'anziana, malata di alzheimer, era stata fatta figurare come indigente. I familiari intanto attingevano al denaro dell'ex commerciante

Municipio di Grantorto

"Parenti serpenti", il detto calza a pennello. Hanno approfittato dell'alzheimer che ha colpito l'anziana parente per "ripulire" il suo conto corrente. Nel frattempo, la donna, rinchiusa in una casa di riposo a Carmignano di Brenta perché non in grado di provvedere a sé stessa, veniva mantenuta a spese del comune di Grantorto, perché fatta figurare da un nipote e da un altro familiare come indigente.

I CONTI NON TORNANO. Una truffa, come riportano i quotidiani locali, che negli ultimi anni sarebbe costata al Comune oltre 15mila euro: 800 euro al mese il primo anno, 500 quello successivo. Fino a quando il raggiro è finito sotto le mani del vicesindaco, nonché avvocato, Luisanna Malfatti, che avrebbe notato cedole relative a prodotti finanziari sui conti dell'anziana signora. Un fatto strano, visto che la donna risultava povera secondo la relazione dell'assistente sociale dell'Ulss 15.

TRUFFA AGGRAVATA. Il caso è stato sottoposto alla Guardia di Finanza, che ha dato avvio alle indagini. Nell'ultimo anno, i parenti incriminati avrebbero sottratto dal conto dell'anziana malata, ex commerciante di Grantorto, 50mila euro. In precedenza sarebbero state prelevate somme di denaro ben superiori, tutte trasferite su un conto cointestato ai due familiari e non più riferibile unicamente alla donna. Ora i due soggetti sarebbero finiti nel registro degli indagati. L'accusa presentata dal pubblico ministero Sergio Dini è di truffa aggravata.

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