Maxi truffa dell'auto: i bolidi mai consegnati e la fuga con 300mila euro. Decine le vittime

I carabinieri stanno dando la caccia a un venditore padovano che ha fatto acquistare gli stessi veicoli a più clienti riuscendo a truffare persone in tutta Italia. E non è la prima volta...

Un concessionario con automobili simili a quelle usate per la truffa (immagine di repertorio)

Una truffa in piena regola, con 14 vittime accertate e probabilmente molte altre ancora da scoprire. Ma soprattutto pare non sia la prima volta che il 42enne padovano, denunciato e attualmente introvabile, ordisce un imbroglio simile.

Il truffatore e le sue prede

Le vittime hanno versato decine di migliaia di euro ciascuna per acquistare veicoli mai ricevuti. Gli attori in gioco sono tanti. Da una parte c'è lui, M.T. 42enne di Santa Giustina in Colle, di professione venditore di automobili in proprio e amministratore unico di una società del luogo. Dall'altra ci sono i clienti imbrogliati, almeno 14 persone residenti in 10 province.

La tecnica infallibile

Il metodo ricalca quello della classica truffa online, portata però a un livello ulteriore. Il 42enne pubblicava su diversi siti web gli annunci di vendita per automobili di lusso. Quando il potenziale cliente si faceva avanti, lo invitava a vedere e provare l'auto. A quel punto la vittima firmava il contratto, pagava l'anticipo e il saldo per il passaggio di proprietà, salvo poi non avere più notizie né del venditore né dell'auto acquistata. Inizialmente sembrava che M.T. avesse sfruttato una collaborazione con un concessionario dell'Alta, come aveva già fatto in precedenza nel bassanese, approfittando della sua posizione di collaboratore autonomo. Il legale della rivendita in questione [il cui nome non è mai stato citato dalla nostra testata né verrà citato in seguito per motivi di tutela della privacy n.d.r.] chiarisce invece che tra il concessionario e il sedicente venditore non c'è mai stato alcun rapporto di lavoro e che l'uomo svolgeva i suoi traffici in sede totalmente privata.

Numeri da capogiro

Le cifre sono esorbitanti: ciascun cliente ha versato in media 14mila euro, senza fare caso al fatto che il conto corrente beneficiario non appartenesse a una società, ma fosse quello privato del 42enne. Gli inquirenti stimano che la somma intascata dal padovano, che al momento è sparito dalla circolazione, si aggiri sui 300mila euro. Sei i veicoli individuati dai carabinieri, soprattutto Audi e Range Rover: di fatto la stessa auto è stata venduta a più di un acquirente, ma nessuno di loro l'ha mai ricevuta.

Raggiro su scala nazionale

Tra luglio e settembre 14 persone si sono rivolta ai carabinieri per segnalare la truffa. Vengono da Padova, Venezia, Verona, Belluno, Foggia, Roma, Mantova, Bari, Reggio Emilia e Ferrara. Dopo il via alle indagini il tranello è venuto a galla, ma del 42enne si sono perse le tracce. Impossibile contattarlo al telefono o rintracciarlo in casa. Lo stanno cercando i militari di Camposampiero che nel frattempo lo hanno denunciato per truffa.

Precedenti illustri

La cosa più curiosa è che non è la prima volta che l'uomo mette in piedi un simile raggiro. Nel 2016 è salito alla ribalta delle cronache per un caso analogo nel bassanese, finendo addirittura su Striscia la Notizia. In quel caso erano state 13 le persone truffate e 2 le auto vendute a ripetizione e mai consegnate, appartenenti a un noto concessionario della zona, del tutto inconsapevole. All'epoca pare che l'imbroglione avesse anche un complice.

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