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"È cieco": assunto dalla Regione Ma guida l'auto e legge il giornale

Indagato per truffa e falso un 50enne cosentino, residente a Padova. Era stato sorpreso al volante lo scorso gennaio. Avrebbe inoltre mostrato una patente contraffatta. Anche la moglie e la figlia sarebbero disabili

Affetto da grave cecità, o, almeno, così grave da non potersi muovere da solo e condurre una vita indipendente. Tanto da essere stato assunto in Regione, come centralinista, tra i lavoratori "protetti" per invalidità civile. Una disgrazia. Non foss'altro che il presunto cieco guida un'automobile (anche se con patente falsa), prende gli autobus, da cui sale e scende senza alcuna accortezza, legge il giornale, e passeggia placido per le strade, senza necessitare di alcun sostegno o aiuto.

TRUFFA E FALSO. Una vicenda, come riportano i quotidiani locali, quantomeno strana. Senz'altro da verificare. Ed è questo che intende fare il pubblico ministero Sergio Dini, che ha aperto un fascicolo sull'uomo, un 50enne del Cosentino, residente a Padova, indagato per truffa e falso, affidando le indagini ai carabinieri del Nucleo operativo.

CIECO MA GUIDA. I primi dubbi sull'operato del calabrese risalirebbero allo scorso 24 gennaio, quando la polizia municipale fermò l'individuo al volante di un'automobile. Alla richiesta di fornire patente e libretto, il primo dei due documenti sarebbe risultato un falso. Non solo. Il soggetto avrebbe spiegato ai vigili di essere un lavoratore della fascia "protetta" in Regione. Da ulteriori accertamenti era emerso che l'handicap in questione sarebbe stato nientemeno che la cecità, non totale, ma comunque abbastanza grave da fargli avere un posto tra gli invalidi civili. E allora come avrebbe potuto mettersi alla guida?

CARTELLE CLINICHE DELLA FAMIGLIA. Da quel momento sono quindi scattate le indagini, da cui sarebbero emerse ulteriori contraddizioni: il soggetto, pur "cieco", avrebbe svolto senza problemi le normali attività di una persona perfettamente vedente. Non finirebbe qui. Infatti, i militari, nel corso di ulteriori investigazioni, questa volta nell'Azienda ospedaliera, avrebbero rinvenuto altre due cartelle cliniche, oltre a quella dell'indagato: anche la moglie sarebbe affetta da grave disabilità, e impiegata nella categoria dei lavoratori "protetti" in Regione. Disabilità riconosciuta anche per la figlia. Le due donne non sono indagate. Ma ulteriori elementi potrebbero ancora emergere.

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