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Truffa all'Inps, finte partite Iva per anticipo indennità di mobilità

La finanza di Padova ha denunciato 5 persone che hanno adempiuto alle formalità per godere della "mobilità anticipata" in modo strumentale ed artificioso al solo fine di ottenere il beneficio in parola

Dopo i casi scoperti dalla compagnia della Guardia di Finanza di Cittadella, già passati alla cronaca a inizio anno, prosegue sull’intero territorio provinciale l’azione investigativa delle fiamme gialle nel settore della spesa pubblica, tesa ad individuare indebiti percettori di indennità assistenziali. Sono stati infatti scoperti ulteriori 5 persone che hanno adempiuto correttamente alle formalità per beneficiare della cosiddetta "mobilità anticipata", ma in modo strumentale ed artificioso al solo fine di ottenere il beneficio in parola.

FINTE PARTITE IVA. Tre di questi, una volta licenziati, seguendo lo stesso modus operandi, avevano provveduto ad aprire delle singole partite Iva, presentare dopo pochi giorni domanda di anticipazione dell’indennità di mobilità all'Inps, ricevere l’indennità (una cifra variabile da i 10 e i 26mila euro), cessare, dopo pochi giorni dall’elargizione dell’emolumento, la propria attività per cui avevano chiesto il beneficio, chiudendo le partita Iva ed effettuando la cancellazione dalla Camera di Commercio. Al termine delle indagini, l'autorità giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per somme corrispondenti agli indebiti emolumenti assistenziali percepiti. I 3 responsabili sono stati denunciati per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato.

NON COMUNICANO NUOVO IMPIEGO. Altri due percettori dell'indennità hanno invece omesso di comunicare all'Inps dell’avvenuto ricollocamento al lavoro. I due sono stati denunciati per il reato di "indebita percezione di erogazione a danno dello Stato" in quanto, omettendo di segnalare all'Inps entro dieci giorni la propria rioccupazione lavorativa quali dipendenti, non hanno permesso all'ente di istruire la pratica per la restituzione della mobilità anticipata. L’Inps ha intrapreso un'azione di recupero delle intere indennità all'epoca concesse.

L'INDENNITÀ, COME FUNZIONA. L’emolumento in questione, istituito dalla Legge n. 223/1991, spetta ai lavoratori posti in mobilità, che successivamente decidano di:
-    iniziare un’attività autonoma per la quale sia necessaria l’iscrizione alla Cciaa o agli appositi albi professionali o elenchi di categoria;
-    iniziare un’attività autonoma assoggettata a ritenuta di acconto per la quale non è prevista l’iscrizione negli appositi albi professionali e/o elenchi di categoria compresa l’attività imprenditoriale in cui non si concorre in maniera prevalente col proprio lavoro;
-    sviluppare a tempo pieno un'attività autonoma iniziata durante il periodo di lavoro dipendente.

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