Vendita di mascherine, fioccano le truffe alle aziende padovane dalla società fantasma

La polizia postale veneta sta seguendo con attenzione una serie di episodi occorsi a diverse imprese padovane che hanno pagato una ditta del Centro Italia per avere dpi mai consegnati

(foto: archivio)

A fare le spese degli sciacalli che approfittano dell'emergenza sanitaria per arricchirsi indebitamente, sono oggi le aziende padovane. Diverse sono infatti quelle che nelle ultime settimane si sono rivolte alla Polizia postale e delle comunicazioni del Veneto per segnalare di essere rimaste vittime della stessa truffa nel tentativo di acquistare delle mascherine.

Le esigenze delle aziende

Il nuovo terreno fertile per gli approfittatori è quello della "Fase 2", con la corsa delle imprese - pronte a tornare a lavorare a pieno regime - ad accaparrarsi ampie forniture di dispositivi di protezione non sempre facili da reperire. Alla ricerca di canali per recuperare mascherine e guanti da fornire ai lavoratori, più di un'azienda è incappata nella rete su cui la polizia sta ora cercando di fare completa luce. Fondamentali sono le denunce sporte in questi giorni, che richiamano tutte gli stessi attori in gioco.

La truffa

Un intermediario della provincia veneziana anzitutto, colui che si metteva in contatto con i potenziali clienti e li invitava poi a contattare una società con sede nel Centro Italia. Quest'ultima, confermando la disponibilità di stock di mascherine, si faceva inviare un bonifico bancario. Il denaro delle aziende finiva su dei conti correnti creati ad hoc dagli autori della truffa che in poche ore facevano sparire le somme dividendole a titolo di compenso sui conti di numerose altre persone, che altro non sarebbero se non i complici. Una parte dei soldi finiti su tali conti di appoggio è già stata recuperata e ulteriori approfondimenti sono in corso.

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Consigli

Oltre alla società fantasma in oggetto, sono molte altre le realtà fraudolente in cui gli imprenditori rischiano di incappare in questo periodo, spinti dalla necessità. Per limitare questo rischio la polizia postale trasmette alcuni consigli, anche estremamente semplici, che potrebbero però risultare risolutivi. Il primo è accertare l'esistenza del fornitore a cui ci si rivolge, anche banalmente ricercandone sito web e canali social verificando la corrispondenza dei dati identificativi (indirizzo, recapiti). Se già a questo livello si riscontrano irregolarità è probabile che ci si trovi davanti a una situazione poco trasparente. Utile è poi cercare, sempre online, recensioni di altri clienti.

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