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Iphone X a metà prezzo? Il sogno diventa un incubo per un padovano truffato

Un'offerta davvero conveniente, troppo per essere vera. Infatti si trattava dell'ennesimo raggiro che va ad allungare l'infinito elenco delle vittime delle "occasioni d'oro" in rete

Sono decine gli episodi di truffa registrati negli ultimi mesi ai danni di ignari acquirenti padovani raggirati attraverso notissimi portali web per la compravendita online. Se per un periodo il settore di punta per i furbetti è stato quello delle automobili, ultimamente a farla da padrona è la tecnologia.

Il precedente decisivo

É stato grazie all'acquisto fallito di uno smartwatch che i carabinieri di Carmignano hanno portato a galla un giro di riciclaggio di denaro e conti falsi intestati a cittadini inermi. Negli ultimi giorni invece sono state due le denunce emesse nei confronti di altrettanti truffatori senza scrupoli.

Tribano

Un 35enne di Tribano si è rivolto ai militari dopo aver cercato di acquistare uno smartphone di ultima generazione, tra i più ambiti del momento, un Iphone X. Prezzo medio di vendita: a partire da circa 1000 euro. Non deve aver creduto ai suoi occhi il giovane padovano trovandosi davanti all'annuncio di vendita del prestigioso cellulare a soli 520 euro sul sito Subito.it. Ha contattato la venditrice e si è accordato per inviarle il denaro, salvo poi perdere le sue tracce e non versi mai recapitare il telefono. Rassegnato, ha segnalato l'accaduto alle forze dell'ordine che hanno rintracciato una donna di Taranto, anche lei 35enne, a cui è stata notificata una denuncia per truffa.

San Martino di Lupari

Evento analogo pochi giorni fa nell'Alta, dove lo specchietto per le allodole non era un oggetto tecnologico, ma la strategia usata dai truffatori si è ripetuta identica. I carabinieri di San Martino di Lupari hanno deferito un 62enne residente a San Marino, accusato di aver raggirato un uomo di Camposampiero di 43 anni. Sul portale web Kijiji.it la vittima ha trovato in vendita a 250 euro dell'attrezzatura da pesca, provvedendo ad accreditare sulla carta PostePay del venditore l'intera cifra. Incassati i soldi e sparita ogni traccia, grazie ai dati forniti per ricevere il pagamento i militari sono fortunatamente riusciti a rintracciare il malvivente.

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