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Cancella il timbro dell'obliteratrice per chiedere il rimborso dei biglietti "inutilizzati"

Truffa sventata. Gli agenti della polfer di Padova hanno bloccato in flagranza di reato una quarantacinquenne di Modena. Aveva altri 7 titoli di viaggio usati di cui chiedere il rimborso

Gli agenti della polizia ferroviaria di Padova hanno bloccato in flagranza di reato una quarantacinquenne di Modena mentre tentava di ottenere il rimborso di un paio di biglietti ferroviari, di fatto già utilizzati, sostenendo, invece, di non averli mai utilizzati.

LA TRUFFA. Nel corso degli accertamenti, la donna è risultata in possesso di altri 7 recapiti di viaggio dei quali chiedere il rimborso: in pratica, la signora aveva pensato di raccogliere una serie di biglietti ferroviari già utilizzati, su tratte ferroviarie a medio raggio con importi variabili tra i 15 e i 30 euro l’uno, e aveva selezionato quelli che riportavano meno marcati i segni lasciati dalle obliteratrici; quindi, con abile maestria, aveva tentato di eliminare il residuo di inchiostro, limitando anche la marcatura della timbratura a secco; infine, aveva pensato di chiederne il rimborso solamente per un paio alla volta e in stazioni diverse.

DENUNCIATA. Considerati gli importi relativamente bassi, aveva ritenuto che i controlli da parte del personale di Trenitalia non sarebbero stati particolarmente attenti. Nella stazione di Padova, invece, l’addetto allo sportello ha elevato immediatamente sospetti su uno dei biglietti presentati per il rimborso, segnalando la donna alla polizia. La modenese è stata quindi indagata in stato di libertà per il reato di truffa. Sono in atto ulteriori accertamenti per verificare se avesse già compiuto tentativi analoghi.

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