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Banda di truffatori raggirava anziani sacerdoti in tutto il nord Italia: quattro denunciati

I carabinieri di Prato della Valle a Padova hanno identificato i componenti, tutti italiani

I militari della stazione dei carabinieri di Padova Prato della Valle, coordinati dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Monza, hanno eseguito perquisizioni a carico di quattro italiani, tre uomini ed una donna: F.C., 49 anni, di Milano; M.G., 61 anni, di Milano; C.P., 35 anni, di Milano; D.C., 38 anni, di Brugherio (Monza e Brianza), ritenuti appartenenti ad un sodalizio criminale dedito alla commissione di truffe aggravate a danno di numerosi anziani sacerdoti.

INDAGINI PARTITE DA UN PRETE PADOVANO. L’indagine è scaturita lo scorso ottobre dalla denuncia sporta da un prelato ottantenne di Padova, il quale, contattato al telefono da sedicenti incaricati del Tribunale di Milano, è stato raggirato e convinto di essere stato sottoposto ad un procedimento penale per dei mancati pagamenti in passato di abbonamenti a riviste, con possibili conseguenze giuridiche ai suoi danni se non avesse fatto cosa gli veniva consigliato. Il parroco in questione, in più soluzioni, incalzato incessantemente al telefono e via mail, ha disposto tre diversi bonifici per un totale di oltre 7mila euro a favore di un fantomatico studio legale di Milano che avrebbe dovuto aiutarlo nella gestione del suo caso. I contatti con gli indagati sono durati un mese, finché l'anziano sacerdote ha pagato, per poi decidere di rivolgersi ai carabinieri.

NUMEROSI ALTRI SACERDOTI TRUFFATI. I successivi accertamenti hanno permettesso di accertare i beneficiari ed i materiali esecutori della truffa aggravata, appurando che la medesima condotta delinquenziale era stata perpetrata anche nei confronti di numerosi altri prelati anziani titolari di parrocchie in svariate province del Nord Italia.

I RUOLI. Le perquisizioni eseguite hanno permesso di assicurare al procedimento penale aperto un consistente materiale probatorio, ritenuto valido a confermare la responsabilità penale degli indagati. I carabinieri sono, quindi, riusciti a delineare in maniera chiara il "telefonista", che si occupava anche delle comunicazioni on line, nonché chi si prestava ad attivare a proprio nome in diversi istituti di credito carte prepagate provviste di iban, idonee a ricevere bonifici, preoccupandosi anche di presentarsi celermente allo sportello per incassare i proventi illeciti da suddividere successivamente tra i correi.

LE VITTIME SELEZIONATE CON CURA. Al "telefonista" è stata sequestrata la "borsa da lavoro", dove, oltre a pc, chiavette usb e sim telefoniche fittizie, sono stati rinvenuti numerosi fogli manoscritti e dattiloscritti contenenti innumerevoli nomi di parroci (600 circa i nominativi), divisi per provincia di residenza, con numeri di telefono, classe di nascita e data di ordinazione. I nomi dei parroci venivano scelti con attenzione privilegiando le persone nati negli anni ’30-’40.

BANDA ATTIVA DAL LUGLIO 2015. Gli investigatori ritengono che la banda fosse sicuramente operativa dal luglio del 2015. La donna e il telefonista erano incensurati mentre gli altri due erano ex rapinatori. Alcune comunicazioni le facevano persino con carta intestata del tribunale di Milano. Nessun contatto avveniva di persona con le vittime, ma tutto si svolgeva tramite telefono o via email.

L'APPELLO DEI CARABINIERI. Allo stato attuale sono state registrate in totale 15 truffe (una sola a Padova e le altre in Trentino, dove il parroco di un paesino è stato truffato di ben 50mila euro, e in Lombardia) per almeno 150mila euro, ma l’entità del guadagno illecito, così come il numero delle parti offese, non è definito: è, infatti, in corso l’analisi del materiale sequestrato e i carabinieri stanno prendendo contatto con i vari nominativi di sacerdoti indicati nelle liste trovate in possesso dei quattro indagati. "Al fine di far luce sull’intera vicenda - è l'appello dei militari - si invitano eventuali sacerdoti che siano stati contattati con le modalità di cui sopra a rivolgersi ai carabinieri di Prato della Valle".

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